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Il cercatore di Alleli di Antonio Colombo: recensione libro

Sappiamo com’è andata: ai suoi esordi l'intelligenza artificiale consisteva nel dare risposta a una serie di input, comportamenti predefiniti a tavolino da programmatori, ma poi si è evoluta cognitivamente ed è diventata in grado di apprendere come gli esseri umani. Si è sviluppata a tal punto che le macchine sono diventate più intelligenti di noi e i robot hanno assunto sembianze umane.
Tavino
Il cercatore di Alleli di Antonio Colombo: recensione libro

Prezzo: € 10,00

Trama, recensione e commento libro Il cercatore di Alleli di Antonio Colombo

Un romanzo intelligente quello di Antonio Colombo, intitolato Il cercatore di Alleli.
Attraverso l’utilizzo del genere fantasy, lo scrittore ci porta alla riflessione: il mondo sta cambiando e in peggio.

Nonostante la tecnologia, o forse proprio a causa dell’utilizzo che se ne fa, tutto va a rotoli.

Trama libro Il cercatore di Alleli

Ambientato nel 2028, in un futuro prossimo, la Terra sta subendo i grandi cambiamenti. L’uomo con la poca attenzione alla natura, il poco rispetto del suo ambiente ha causato un inquinamento ormai ingestibile. Inoltre siamo in piena rivoluzione industriale, la quarta, dove a farla da padrone è l’intelligenza artificiale cognitiva.

Le macchine hanno assunto un ruolo predominante e si teme possano predominare totalmente. Sono i robot quelli più forti, quelli che vengono usati dal governo per gestire gli altri per raggiungere i loro sporchi obiettivi, mentre gli uomini sono sudditi, fragili, facilmente manipolabili.

Se da una parte, in questo libro leggiamo una storia che ci appare normale, una moglie morta, una quotidianità fatta di piccoli gesti, l’amore che ritorna grazie a un nuovo incontro, dall’altra ci sono robot che si ribellano, che assumono potere, che creano scompiglio. Insomma una lotta tra uomo e robot, come tra bene e male con colpi di scena e personaggi ben raccontati.

La manovra

Commento libro

Il tema vero del libro Il cercatore di Alleli, al di là della storia che narra, è il conflitto che si è innescato tra l’uomo e la tecnologia; argomento che ci riguarda da vicino e che dovrebbe preoccuparci non poco.

In più, altro argomento fondamentale del libro Il cercatore di Alleli è il potere inteso come privilegio, quello che schiaccia colui che forza non ne ha. Lo scrittore Antonio Colombo, inoltre, mette in evidenza le disparità sociali e come queste possano influire indelebilmente sulla vita delle persone.

Ci sono coloro che detengono la ricchezza e quindi di conseguenza hanno tante possibilità, e coloro che sono poveri, deboli e non possono accedere ai privilegi. La società è quindi nettamente divisa tra chi ha potere e mezzi e chi è succube e accetta la sottomissione, ed è quindi impossibilitato ad accedere a dei canali.

Trovo interessantissima la luce puntata sulla questione etica che riguarda la tecnologia e il suo utilizzo. Se le macchine diventassero più intelligenti dell’uomo? Se assumessero le nostre sembianze e soprattutto se superassero i limiti imposti dai propri creatori, dove andrebbe a finire il mondo? C’è bisogno di più umanità e meno tecnologia…

Concludo la recensione con una bella citazione presa dal libro di Antonio Colombo: “Doveva essere un’opportunità per l’umanità: quella di mettere fine al lavoro manuale. Poteva essere la panacea di tutti i mali, ma in un ordine economico e politico come il nostro si è creata solo una grande disparità di ricchezze e una disoccupazione senza precedenti. Le macchine hanno acquisito un potere incontrastabile e ci siamo scavati la fossa da soli.”

Dello stesso autore leggi la recensione del libro Nel profondo della notte blu.

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