Zetafobia
Zetafobia

Recensione Libro Il rosso e il nero

'Amico mio,’ tornò a dirgli ‘siate un buon borghese di campagna, stimabile e istruito, piuttosto che un prete senza vocazione’.
Recensione Libro Il rosso e il nero

Prezzo: € 11,00

Di cosa parla Il rosso e il nero di Stendhal

Stendhal trova ispirazione, nello scrivere Il rosso e il nero, da un fatto di cronaca realmente accaduto, ai suoi tempi.

Il tema del romanzo è di un’attualità sconvolgente, perché molte persone ambiziose, oggi, compiono un’irrefrenabile scalata al successo, seguendo anche vie traverse.

Julien Sorel, il protagonista del romanzo Il rosso e il nero, è un personaggio pregno di una smodata ambizione ma soprattutto un orgoglioso che nutre quotidianamente il proprio ego con futili letture, facendo i suoi discorsi con dotti latinismi, oscuri e incomprensibili al volgo.

Il lettore, seguendo la penna di Stendhal, segue prima l’ascesa e poi la discesa di questo carrierista senza scrupoli, senza principi morali.

Lo scrittore sminuisce in continuazione le azioni morali di Julien permettendoci di entrare nel suo animus attraverso il continuo gioco di monologhi interiori che ci svelano solo i suoi pensieri, senza che egli prenda coscienza delle proprie azioni e si ravvedi.

La storia parte descrivendoci l’atteggiamento che Julien nutre nei confronti del padre nella vecchia segheria,
non lo rispetta, evita di aiutarlo al lavoro, nutrendo nei suoi riguardi tantissima acredine per la modesta condizione sociale nella quale ha relegato tutta la famiglia.

Il protagonista del libro è un eroe post-napoleonico, con la continua smania di arrivare in alto. Un eroe ribelle, disposto sempre a soffocare i propri valori pur di far strada nella vita.
Si adegua al credo del proprio interlocutore.

Si comporta non seguendo dei principi morali, ma conformandosi alle aspettative sociali, per questo arriva anche ad oltraggiare l’onore della Signora Renal, forse l’unica che lo ama sinceramente e in modo appassionato.
Mentre Mathilde De la Mole, ragazza fiera ed altezzosa, sembra essere per lo più un’ambita conquista.

Si contrappongono in continuazione due mondi, due realtà: la vita calma, felice e piatta dei Renal che viene distrutta, sconquassata da un indomito arrampicatore sociale, mentre l’intelligenza fine e sottile dell’appassionata e volitiva Mathilde sembra, incontrando Julien, che arrivi a toccare un punto di equilibrio tra due esseri superiori, chi per status sociale e chi per status mentale.

Purtroppo il realismo sociale che si delinea nel romanzo ci dipinge la giovane Mathilde come un’eroina da salotto, in una società conservatrice che conserva in sé tutti i germi della Restaurazione.

Stendhal si distacca volutamente dal suo anti-eroe, troppo farcito di passioni smodate, cattiverie, ipocrisie, intrighi, ingiustizie.

Il personaggio, inserito nel testo, che potrebbe far cambiar vita al giovane Sorel è il povero parroco di provincia che lo indirizza sì verso l’erudizione, ma che al contempo riesce anche a leggere l’animo della sua povera pecorella smarrita e…

In un certo senso, l’inaspettata conclusione della storia de Il rosso e il nero porta in auge la moralità dello scrittore che non si lascia sedurre dalle galanterie del suo tempo, ma con i piedi ben ancorati alla realtà ci invita, ci indirizza, verso la scelta del bello e del buono, nella vita.

Recensione scritta da Concetta Padula

Hai qualcosa da aggiungere a questa recensione? Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.