Il tempo che rimane di Daniela Tozzi: recensione libro

Perché la vecchiaia è un gorgoglio di avanzi di vita che tornano a galla nella speranza di trovare un ordine terapeutico, un cambio di stagione dove gli armadi sono troppo pieni e qualcosa va buttato o, se ancora in buono stato, regalato; quei regali che però, non vorrebbe nessuno, ma che a volte si è costretti ad accettare per disperazione.
Il tempo che rimane di Daniela Tozzi: recensione libro

Prezzo: € 15,00

Trama, recensione e commento libro Il tempo che rimane di Daniela Tozzi

Il tempo che rimane di Daniela Tozzi è un libro in cui lo scorrere ineluttabile del tempo, precisamente la vecchiaia, viene analizzato nelle sue variegate sfaccettature e coloriture.

Personaggio principale di questo romanzo breve è Annita, con due enne, come preferisce specificare lei stessa. Lo fa nelle poche volte in cui si presenta personalmente agli ospiti della pensione, dove trascorre parte del proprio tempo.

Trama libro Il tempo che rimane di Daniela Tozzi

Annita è una signora anziana con i capelli bianchi come fili argentati. Una donna che non si scoraggia mai di fronte alle difficoltà della vita. Affronta con coraggio e chiara consapevolezza i suoi ultimi anni “su questa terra”. Gli anni che, secondo il ciclo naturale della vita, corrispondono al tramonto dell’esistenza umana.

La storia di Annita si dipana tra due diversi ambienti.
Il primo ambiente è chiuso ed è la casa di riposo. Qui fanno la comparsa diversi personaggi secondari e grazie a essi Daniela Tozzi ci dà la possibilità di riflettere su tematiche molto forti e impegnative come la malattia terminale di Rina, la sua “difficile e sofferta” decisione unita alla complicata storia personale e affettiva. Poi l’autrice ci fa riflettere sulle truffe a danno degli anziani eseguite dai “ furbetti” che approfittano della buona fede dei vecchietti che il più delle volte evitano di effettuare le denunce alle forze dell’ordine per “vergogna”.

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C’è chi come Casimiro, nonostante l’età, prende la vita sempre alla leggera, non impara nulla dai propri errori e solo l’amore incondizionato e smisurato di un figlio ritrovato in vecchiaia, potrebbe indurlo a riflettere, ma ciò…. Accade o non accade?

Seconda parte trama libro

Un’altra tematica che merita di essere menzionata è l’amore proibito che inizia a scemare e a perdere di significato quando diventa accessibile, quando si potrebbe viverlo alla luce del sole come amore “legalizzato”.

L’altro ambiente in cui si evolve il prosieguo della storia è quello aperto: la piazza.
La piazza con i suoi incontri, il suo chiacchiericcio, i suoi sussurri e i sorrisi inattesi di persone conosciute che nutrono la speranza di ricominciare a vivere e a sognare grazie a un amore nascente, anche a ottant’anni.

E non dimentichiamoci dell’amore incondizionato e disinteressato per gli animali, gatti e cani. Solosoletto, tanto cercato da Annita, riuscirà a ritrovare la sua padroncina?
Quel batuffolo dalle chiazze bianche diventerà un’ancora a cui aggrapparsi o sarà un macigno dal quale fuggire?

Commento del libro di Daniela Tozzi

Nel libro Il tempo che rimane ciò che mi colpisce di più, – al di là degli innumerevoli spunti di riflessione riguardo a tematiche molto impegnative, – è la grande abilità e maestria della scrittrice nel dipingere la protagonista sia nei suoi vizi, sia nelle sue virtù ma stando sempre defilata, non criticandola e neppure elogiandola.

La Tozzi rispetta così tanto Annita che le dà sempre del Lei, entra ed esce dal personaggio tanto che il lettore si sente trascinato dall’evoluzione degli eventi e s’innamora subito dell’arzilla vecchietta, facendo il tifo per lei, spogliandosi delle vesti dell’imparzialità.

Il finale in-atteso schiude le porte a un nuovo inizio….

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