Nibiru
Nibiru

Domenico Maurizio Paradiso: intervista scrittore

Intervista autore emergente Domenico Maurizio Paradiso.
Il Pasticcio
Domenico Maurizio Paradiso: intervista scrittore

Prezzo: € 12,60

Recensione Libro.it intervista lo scrittore Domenico Maurizio Paradiso autore del libro Un telefonino davvero speciale

Un telefonino davvero speciale1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro Un telefonino davvero speciale, cosa diresti?

Il mio è un libro di difficile classificazione, nel senso che non ritengo possa appartenere ad alcuna delle categorie classiche. E’ una favole moderna, che si prefigge di insegnare qualcosa anche agli adulti, o per lo meno di rispolverare alcune banali norme spesso trascurate. In pratica, è a metà strada tra il fantasy e l’educazione civica.

2. Da dove nasce l’ispirazione per questa raccolta di racconti in cui il telefonino diventa saggio e aiuta nell’apprendimento delle regole?

Come spesso accade, la storia è nata per caso. Volevo partecipare ed un concorso letterario per via telematica, ma un guasto alla connessione internet mi impedì di farlo. Il fastidio che ne seguì mi portò a riflettere sui vantaggi e gli svantaggi dell’attuale tecnologia, e così, un po’ per sfogare la rabbia, un po’ per gioco, cominciai a buttare giù le prime righe.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Credo che il messaggio del libro sia molto chiaro: bisogna imparare a utilizzare in maniera corretta le meraviglie che la tecnologia ci mette a disposizione, non solo sotto l’aspetto tecnico-pratico, come si fa di solito, ma anche sotto quello morale. In pratica adoperare il cellulare senza disturbare gli altri, ma soprattutto senza danneggiare gli altri, e se stessi.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

La manovra

n mano che scrivevo il testo, inventando le storie coi relativi personaggi, mi rendevo conto della infinita varietà di aneddoti che si potevano aggiungere, però avevo voglia di pubblicare la mia opera, e oltretutto, essendo questa rivolta in particolare ad un pubblico di giovanissimi, non volevo appesantirla: si sa che i ragazzi preferiscono la tecnologia, appunto, agli strumenti di lettura più tradizionali. Si sarebbe potuta inventare qualche altra storia, certo, ma me la sono cavata invitando i lettori a farlo, visto che sia io che loro abbiamo un amico in comune: manco a dirlo, il cellulare.

5. Se Domenico Maurizio Paradiso dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Un telefonino davvero speciale, quali userebbe?

Originale, semplice, scorrevole.

6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Perché nella sua semplicità invita a riflettere, prendendo spunto da fatti che si verificano davvero, tutti i giorni. Difatti il testo, per quanto fantasioso, dimostra paradossalmente di possedere un solido legame con la vita reale.

7. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Già da un anno è quasi pronto un altro libro dedicato ai più piccoli, che ha come protagonista un curioso cavaliere di nome Mercallo. Anche in questo caso si tratta di un genere nuovo, un connubio tra racconto fiabesco e ricostruzione storica. Ho preso un po’ di tempo però, in quanto volevo vedere come andava con la prima pubblicazione. Forse non tutti sanno che fare lo scrittore costa, anche sotto l’aspetto economico…

8. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Direi che non ci sono libri che mi sorprendono, dato che li scelgo con attenzione, prima di leggerli, e l’ultimo che ho letto, in ordine di tempo, è David Golder di Irene Némirovsky.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Penso che ogni testo abbia una sua dignità per il fatto stesso di essere stato pubblicato. Il che non significa, ovviamente, che non ci siano libri di pessima qualità, per quanto riguarda la forma o i contenuti, però credo che anche in questo caso un testo possa trasmettere un messaggio importante: studiate se non volete diventare come lo scrittore che mi ha partorito!

10. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Quanto c’è di autobiografico nel testo? Beh, non so, però i protagonisti dei libri sono sempre figli del suo autore, che questi lo voglia o meno.

Hai qualcosa da aggiungere a questa recensione? Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.