Un amore di poesia
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Recensione Libro.it intervista Fabio Pierangeli curatore del libro Con l’augurio di molte farfalle

Domande e curiosità su Fabio Pierangeli.
Anche fare il nonno e un mestiere
Recensione Libro.it intervista Fabio Pierangeli curatore del libro Con l’augurio di molte farfalle

Prezzo: € 12,00

Intervista a Fabio Pierangeli

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso dell’antologia Con l’augurio di molte farfalle, cosa diresti?

La meraviglia di veder crescere nei ragazzi un talento (le farfalle) inaspettato, umanissimo, condiviso.

2. Quando e perché hai avuto l’idea di realizzare una raccolta di racconti che includesse le storie dei ragazzi che hanno partecipato al corso di scrittura tenuto da te?

Intanto mi sono accostato a problematiche di integrazione per caso. La collega che partecipava alla Commissione di Ateneo per l’inclusione della disabilità CARIS) mi ha chiesto di prendere il suo posto. Dopo un anno, sulla scia della bellezza trascinante di alcuni incontri e dei laboratori di teatro, ho pensato di investire la mia passione della scrittura con i ragazzi CARIS e con altri studenti. I racconti e dunque il libro sono il risultato del lavoro insieme. La raccolta è venuta naturalmente, settimana per settimana, unendo poi i racconti dell’altro laboratorio da me tenuto, con grande soddisfazione, nell’Istituto scolastico Villa Flaminia.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo queste storie? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Congiura

Direi il segno, il messaggio contenuto nel racconto di Sara Traini, che li rappresenta tutti: la vera disabilità consiste nell’apatia, nella rassegnazione. Il libro insegna a mirare verso un bersaglio importante, ognuno il suo, con le frecce-farfalle del proprio talento, condividendo. Consapevoli dei propri limiti, pronti a riconoscerli, non avendo timore a chiedere aiuto.

4. Se Fabio Pierangeli dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Con l’augurio di molte farfalle, quali userebbe?

Gentile, trascinante, profondo.

5. Da dove nasce il titolo del libro?

Da tre suggestioni: La farfalla di Dinard di Montale, dal corto filmico Il circo della farfalla, sul tema della diversità come libertà ed identità, contro una riduzione dell’uomo a bestia da consumo, a tutti i livelli, dal libro di Bauby, Lo scafandro e la farfalla, dove l’autore, colpito da una sindrome rarissima è costretto a vivere quelli che saranno gli ultimi mesi della sua vita dentro una macchina (lo scafandro) senza poter muovere nulla del suo corpo se non le ciglia. Riesci a comporre un libro autobiografico struggente e bellissimo, un inno alla vita, di amore per i propri figli, soltanto battendo gli occhi, una volta per la A, due volte per la B e via di seguito, per l’infinita pazienza di una prova ardua, ma umanamente vincente.
Un battito che assomiglia a quello delle farfalle.

6. Perché credi si debba leggere quest’antologia?

Per tutte le ragioni sopra esposte e perché la forza contenuta, anche nel dolore, in questi racconti offre una pienezza di vita, una speranza e una attesa grande e buona.

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