Francesca Sbardellati: intervista scrittrice

Intervista all'autrice Francesca Sbardellati.
Francesca Sbardellati: intervista scrittrice

Prezzo: € 14,00

La redazione del sito Recensione libro intervista la scrittrice Francesca Sbardellati autrice del libro Il segreto di Ballerup

Il segreto di Ballerup1 Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro Il segreto di Ballerup, cosa diresti?

Direi che la passione è il tema principale, la passione per un lavoro, la passione per un amore, la passione per un’amicizia, la passione che diventa ossessione e poi ancora l’amore che esiste solo sotto forma di poesia. Le mie protagoniste amano in tempesta, amano in modo freddo e sfuggente ma amano! Poi ci sono i personaggi maschili che non riusciranno mai a dichiarare il loro amore. Tratto il tema della maternità e la natura della donna quando la vive come un’ossessione, esasperandola. Le mie protagoniste vivono in uno stato di apnea, dal quale risuscitano sempre e dove è impossibile immergere la testa per capire il senso delle cose, in questo caso il senso della maternità, dell’amore e dell’amicizia, dei rapporti in generale.

2 Da dove nasce l’ispirazione per questo libro in cui i sentimenti sono vividi e le relazioni il cuore pulsante di tutto?

Il Romanzo nasce da una forte emozione, quell’emozione che non riusciamo a controllare, ma che da qualche parte deve pur finire. Nella scrittura ho traslato molte delle mie emozioni e paure, trasformandomi anche in quello che non sono per sentirne l’ebrezza, la trasgressione, quella che non sempre mettiamo in pratica nella vita reale. Le mie protagoniste sono ossessionate dall’amore, inteso come sentimento, a volte incontrollato e travolgente. Loro oltrepassano il confine insieme a me, quella linea che nella vita reale forse non riusciamo mai a travalicare veramente. Ed ecco allora che arrivano i pensieri, molti pensieri, che finalmente si collocano nella scrittura. Io e i miei personaggi abbiamo un rapporto esclusivo dove nessuno riuscirà mai a entrare, quella parte segreta che rimarrà tale per sempre. In quei momenti mi escludo dal mondo reale per entrare in quello irreale, come uno sdoppiarsi. Perché l’arte ci permette di oltrepassare il tempo e lo spazio, ci permette di essere quello che vorremmo e non vorremmo essere.

3 Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

La manovra

Un lavoro di introspezione, un confine labile tra realtà e finzione, la vita vissuta dall’alto e dal basso, come fanno le protagoniste del romanzo, dove una vive nel suo lussuoso attico e l’altra in un umido sottoscala e di come dall’alto possiamo soffermarci sulla bellezza e dal basso sui particolari. Vorrei, quindi, che i miei lettori si soffermassero su come siamo incantati dalla bellezza senza capire che questa si scorge solo da vicino, dall’osservazione dei particolari. Vorrei lasciare al lettore l’idea dell’amore e della libera interpretazione dei sentimenti. Trasmettere la passione, o meglio l’appassionarsi a qualcosa, purché la si faccia con tutte le risorse che abbiamo, con l’ardore, non avere paura di questa tempesta quando si avverte, di guardarla in faccia, di affrontarla. Credo che in ognuno di noi esista un potenziale forte che spesso viene represso per “luoghi comuni” o anche per la paura di essere giudicati.

4 C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Avrei voluto riscriverlo, cancellarlo o non pubblicarlo, credo che sia una reazione umana per una scrittrice alle prime armi. Ho chiuso il libro in un cassetto per non vederlo, ma poi sono arrivati i primi giudizi dei lettori…

5 Se Francesca Sbardellati dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Il segreto di Ballerup, quali userebbe?

Passionale, Poetico, Ossessivo.

Seconda parte intervista

6 Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Perché il romanzo nasce e parla di quotidianità, parla di rapporti, di paure e fobie, quelle che in molti abbiamo. La mia è una storia e come tutte le storie, possono piacere e non piacere. Potrebbe apprezzare il mio romanzo quel tipo di lettore a cui non piacciono le mezze misure.

7 Il continuo del libro quali temi affronterà? Ci vuoi raccontare la trama?

Il continuo affronterà il tema dell’amore e della rinascita e di come, dopo un periodo difficile, possa arrivare anche la svolta. Possiamo risvegliarci da un incubo, possiamo riemergere con la testa quando siamo stati per un lungo tempo in apnea incatenati in un naufragio.

8. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Anche se non rientra in un vero e proprio romanzo, ho riletto “Lettera al padre” di Kafka. Mi ha colpito il temperamento passionale e incisivo dell’autore, quando descrive suo padre come un gigante e lui si sente un essere piccolo, per me questa è poesia, quando mettiamo a nudo dei sentimenti così forti come quelli provati per un genitore. Mentre tra i romanzi, mi sono appassionata a Kent Haruf, alla sua scrittura fluida ed elegante, alla sua narrativa poetica. Ho letto “Le nostre anime di notte”, mentre in questi giorni ho iniziato “Benedizione”, il primo volume della trilogia della pianura, devo dire che mi sta piacendo molto!

9 Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Il libro è come un cuore che pulsa in continuo movimento tra binari reali e irreali. Tutti i libri meritano di essere letti, perché c’è un’anima che parla in ogni pagina. Questo è un tema che affronto in un altro mio romanzo in fase di correzione.

10 Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Mi piacerebbe rispondere alla domanda, “In un’altra vita, in caso di rinascita, in cosa vorresti rinascere?”. La risposta forse potrebbe sembrare scontata, ma vorrei rinascere scrittore. Per stare sempre accanto ai sentimenti, alla lettura. A volte mi domando perché ho iniziato a scrivere così tardi, se l’emozione, la scossa l’ho sempre posseduta? Ma non so chi diceva che non dobbiamo avere fretta nel far arrivare le cose quando queste ancora non sono mature, mi piace pensare che possa essere stato così anche per me.

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