Recensione Libro.it intervista Fulvio Giaracuni autore del libro Quando il pullman si fermò

Informazioni e curiosità sullo scrittore emergente Fulvio Giaracuni.
Quattro
Recensione Libro.it intervista Fulvio Giaracuni autore del libro Quando il pullman si fermò

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Intervista a Fulvio Giaracuni

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro Quando il pullman si fermò, cosa diresti?

In due righe: il libro esprime, attraverso la mia storia, la vana ricerca di me stesso e di una mia definitiva identità.

2. Da dove nasce l’esigenza di scrivere questa storia così personale e intima?

Quando, qualche anno fa, ho sentito il bisogno di fare un resoconto della mia vita inquieta, ho rivissuto fatalmente le vicende liete e tristi di un tempo, ed ho trovato intollerabile che di queste vicende, e della mia stessa esistenza, un giorno se ne sarebbe persa anche la memoria. Luoghi, persone, vicende, affetti, tutto scomparso, inghiottito dall’oscurità angosciante del passato che si allontana. Come se nulla fosse mai accaduto. È stata una sfida con me stesso.

3. Quale messaggio vorresti lasciare in chi legge il tuo libro?

Di messaggi ho inteso trasmetterne due. Uno traspare in modo chiaro dalle pieghe del libro, ed è l’esortazione a vivere la propria vita con senso di lealtà e di giustizia, a non aver paura e difendere con coraggio i più deboli, e a non dimenticare le proprie radici. L’altro, meno evidente, è rivolto soprattutto ai giovani, che dovrebbero dedicare il proprio tempo anche alla lettura, anziché farsi schiavizzare dagli smartphone.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando l’hai letto dopo la pubblicazione?

I custodi del cigno

Si. In realtà, quando ho dato il mio assenso alla stampa, ero già consapevole che alcuni episodi, alcuni stati d’animo, non erano stati compiutamente descritti, anche perché non ero riuscito a trovare le parole giuste. Tutto il mio tempo viene purtroppo assorbito dal lavoro, ed il libro l’ho scritto quasi tutto di notte. Mi svegliavo e le parole scorrevano veloci nella mia mente, descrivendo ricordi e sensazioni. Era come se una “voce” mi parlasse.
E la “voce” ha continuato a parlarmi anche dopo la pubblicazione del libro. Io l’ho ascoltata, ovviamente. La versione integrata del libro la conservo per me e per la mia famiglia.

5. Se Fulvio Giaracuni dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Quando il pullman si fermò, quali userebbe?

Di aggettivi ne occorrerebbero almeno quattro: interessante, scorrevole, nostalgico, struggente.

6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Perché nella mia storia chiunque potrebbe ritrovare sé stesso. Tutti, chi più ci meno, sono legati in modo nostalgico ai propri ricordi, al proprio passato.

7. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo romanzo? Puoi anticiparci qualcosa?

Purtroppo no, gli impegni di lavoro me lo impediscono. È duro trascorrere la propria vita senza poter soddisfare le aspirazioni della propria anima.

8. Qual è il libro che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Ne cito tre ex equo: “Finché le stelle saranno in cielo” di Kristin Harmel, “Suite francese” di Irène Némirovsky e “Storia di una ladra di libri” di Markus Zusak. Meraviglioso il film tratto da quest’ultimo libro. Più che un film, è una poesia.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non c’è un libro particolare che non consiglierei, ma una categoria di libri. Non consiglierei tutti i libri privi di messaggi costruttivi, o che contengano messaggi deleteri (apologia della violenza, gossip e simili).

10. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

D. – Nella tua vita, ci sono stati periodi o episodi vissuti in modo tale da incidere negativamente sulla tua autostima?

R. – Sì, tutte le volte in cui non ho detto apertamente e con coraggio quello che pensavo, per prudenza o necessità. Ma questo, purtroppo, è anche il mondo delle facili pacche sulla spalla seguite spesso da una coltellata. Rigorosamente alla schiena, ad opera della stessa mano. Io ne ho ricevute parecchie senza mai restituirne alcuna, pur avendone la possibilità. Non riesco, per fortuna, a scadere nella meschinità altrui.

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