Intervista Roberta Gelsomino autrice libro “L’ultima stella del mattino”

Intervista Gelsomino, autrice libro "L'ultima stella del mattino".
Roberta Gelsomino
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista la scrittrice Roberta Gelsomino autrice del libro “L’ultima stella del mattino”

Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “L’ultima stella del mattino”, cosa diresti?

Il significato di questo mio libro, l’ultimo finora pubblicato è come per le altre mie raccolte poetiche, una condivisione di emozioni e credo soprattutto definibili come frutti di consapevolezza che raggiungo man mano.

Pertanto come frutti compiuti e ricavati da disparate esperienze della mia vita tranquilla e semplice, essendo io sempre stata sensibile e forse per una indubbia delicatezza o fragilità anche osservatrice di quel che accade soprattutto al mio animo, son traguardi raggiunti anche nel momento stesso che prendono forma in poesia e non solo in partenza. Sono opere terapeutiche per me, è così bello toccare il mio libro quando è pubblicato… dunque sì penso che in primo luogo abbia un senso terapeutico per me ma di conseguenza è seme anche per chi legge.

A libera scelta da seme cosa farne. Penso che finché siamo in vita possiamo lasciare quante più tracce del nostro passaggio, un’eredità per il mondo. Un altro senso che possa avere questo libro è esaltare e omaggiare la sfera delle emozioni e dei sentimenti, perché credo che tante persone possano essere colpite da autori famosi e condividerli sui social ma hanno difficoltà poi a comunicare sé stessi. Io ne ho fortuna. Comunicare la verità di noi penso tocchi le stesse corde alla fine, e presumo sia piacevole.

Da dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a raccontare attraverso poesie e immagini la vita?

Con “L’ultima stella del mattino” come detto il discorso è simile ai precedenti libri, anche qui ho raccontato in selezione di poesie un arco di tempo e da là ho tratto solitamente il titolo, come per esempio fu con A piedi nudi, Oltre; in questo lavoro ho dato rilevanza pari tra poesie e disegni miei e non esattamente come con Primavera, perché qui il figurativo riporta molto alla dimensione degli esseri umani, le persone moltissimi visi e anche nel caso vi siano animali vi è quasi un culto un amore per gli esseri umani e la loro interiorità non meno.

Penso sia anche questo un messaggio bello e positivo che traspare nell’insieme. L’ispirazione fu in principio raccogliere insieme disegni e poesie dell’ultimo periodo e nel caso specifico circa un anno e mezzo dunque tutto il 2020 fino a quando poi il libro è uscito sul finire di dicembre 2020 su Amazon. È anche la mia prima autopubblicazione.

Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Che l’umanità come specie e soprattutto come essenza vera e dalla connotazione positiva e solidale è una gran cosa, un qualcosa da tutelare. Mi piacerebbe aiutasse persino, non ho la pretesa di rendere agli altri quel che sta dietro a ogni frutto, ma si sappia tiene tanto ogni poesia può essere letta in diversi tempi e tiene una sfumatura differente ogni volta. Non ho l’utopia che possano essere viste per quel che sono ma, si sappia anche che sono frutti come sostenevo prima e se uno voglia possono indicare tante cose della vita.

Detto senza finta modestia. Sono medicinali ma bisogna che chi legge sappia ciò, poi liberi se sfogliare tanto per un altro libro di esordiente o vedere che attinge da un cammino ben calato nelle cose.

Seconda parte intervista scrittrice

C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

No. Mi sembra sufficiente. È un mio libro che definisco molto tranquillo oltre che pieno di amore come sempre.

Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “L’ultima stella del mattino”, quali useresti?

• Umano (come dicevo, cioè un porre in luce l’essenza umana, non fatti principalmente ma la sfera dei sentimenti)
• Candido
• Denso

Cosa hai pensato quando hai inserito l’ultima poesia nel tuo libro?

La dedicai a un’amica vittima di femminicidio, e penso dunque che quella tragedia di cui appresi al telegiornale è stato un accadimento importante in quel 2020, penso pure che la questione sia importante e da un altro punto di vista quella donna che si riscatta potrei essere proprio io.

Perché credi si debbano leggere le tue poesie?

Non lo so ma come diceva qualcuno provare per credere.

Ti sei ispirata a qualche poetessa o scrittrice in particolare?

Adoro la Merini, Pasolini, e altri ancora, e come dissi molti anni fa credo proprio a te in occasione di Pietre (2013) mi ispiro a me stessa che non è in tal caso arroganza ma esprimere in base alla vera insegnante la nostra vita. Come nel film L’attimo fuggente, non strappo le pagine dei libri ma diciamo che l’approccio è comunque la purezza della mia visione condivisa che piaccia o meno.

Roberta Gelsomino ha nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì! Progetti come sempre molti, per esempio un volume a fumetti sicuramente entro l’anno, ora sto comunque ultimando la realizzazione di “Opinione”. Si tratta di un compendio di tutto il mio parere, prende veramente quanto più ampio raggio di questioni sociali, esistenziali, tutto insomma!

È anche il mio primo saggio se definibile così, un corposo libro in cui si percepisce proprio un fiume di cose che espongo se ne sente il ritmo anche veloce e strapieno di luce, amore, tanto da dire. Una catarsi. Un totale liberarmi. Lavoro che ha preso da marzo circa dello scorso anno a oggi, in cui racconto non solo le vicissitudini sociali anche in merito al covid ma intreccio le mie personali che vanno ad accadere man mano; parlo in Opinione di un concetto mio di vera ribellione, che va a prendere anche il mio gruppo su Facebook Racconti erotici ed erotismo, progetto che man mano deve essere capito e colto ma per cui pazientemente aspetto e lavoro poiché nel cambiamento collettivo si può partire anche da una idea più ampliata e aggiornata dell’erotismo e in generale dei rapporti umani.

A quale lavoro da te pubblicato sei più legata e perché?

Tutti sono miei figli letterari come potrei dire dunque un preferito  li amo. Diciamo che alcuni sono come definito io tranquilli altri sono veramente opere più ambiziose come a parer mio è il libro Primavera (2015) che tratta di disagio psichico e beneficio dell’arte terapia. Anche in questo caso narrato tra i disegni con moltissime poesie.

Quanto sta influendo questo periodo di pandemia sulla tua scrittura?

Sicuramente non tanto il lockdown in sé che anche quello ha pesato, in verità sono sempre stata sedentaria un po’ ritirata tra i miei pennarelli anche prima; certo però fa male sentire che non si possa più girare liberamente a prescindere che si sia attivi o sedentari, non cambia molto.

Dover stare a casa oppure successivamente starci perché se vai in giro hai questo o quello stress, gente che ti guarda male, gente che ha perso la capacità di contatto e garbo fa molto male. Dunque io questo tempo lo ho usato per seminare ancor più, soprattutto perché ho osservato le situazioni in divenire e solo si è affacciata una gran voglia di cambiare le cose, e scrivere libri, e ancora, di più, di più.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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