Recensione Libro.it intervista Lorenzo Roberto Quaglia autore del libro Il destino qualche volta ha ragione e Il Caso Falchi

Informazioni e curiosità su Lorenzo Roberto Quaglia.
Quattro
Recensione Libro.it intervista Lorenzo Roberto Quaglia autore del libro Il destino qualche volta ha ragione e Il Caso Falchi

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Il caso FalchiIntervista a Lorenzo Roberto Quaglia

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso dei tuoi libri cosa diresti?

Sono due romanzi gialli, nei quali sin dalle prime pagine il lettore è attirato nella storia, a seguito della scomparsa di una avvocatessa nel primo libro, e di una telefonata misteriosa nel secondo. Il lettore poi fa la conoscenza di un giovane commissario di Pubblica Sicurezza, Paolo Pasubio, col quale credo che entri da subito in empatia. L’obiettivo che mi sono proposto è quello di far trascorrere al lettore alcune ore piacevoli e possibilmente di fargli dimenticare le preoccupazioni e lo stress del quotidiano. Se l’avessi raggiunto, mi sentirei già molto soddisfatto…

2. Da dove nasce l’ispirazione per i tuoi romanzi gialli?

Dalla lettura dei giornali, dalle notizie dei telegiornali, dai volti delle persone che incontro e osservo mentre cammino, in una parola dalla
quotidianità, amalgamata però con i miei ricordi di bambino.

3. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo le tue storie? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Non credo che questi due primi romanzi contengano messaggi subliminali. Poi, forse è vero che non sono gialli classici, nel senso che all’interno della storia raccontata, le singole vite dei protagonisti affrontano le diverse vicende con le quali ognuno di noi è chiamato a confrontarsi vivendo. Per esempio l’amore, l’amicizia, il rapporto padre e figli, il rapporto con il destino, ma anche la crisi economica che da anni è presente nel nostro Paese. Nei due romanzi questi argomenti sono presenti, ma non trovano una risposta. Anche perché ritengo che la letteratura non sia il campo dove trovare le risposte alle domande ultime, ma semmai quello di suscitare le domande. Poi, le risposte, ciascuno le troverà dove meglio crede, se le troverà.

4. Se Lorenzo Roberto Quaglia dovesse utilizzare tre aggettivi per definire i suoi due libri, quali userebbe?

Come sosteneva Beppe Pontiggia, gli aggettivi sono brutte bestie, piuttosto che usarli a sproposito, meglio non usarli… Meglio scrivere cielo, che cielo azzurro, tanto per capirci. Detto ciò, se proprio dovessi scegliere, userei due aggettivi, e direi che i miei romanzi sono intriganti e milanesi.

5. Perché credi che si debba leggere Il caso Falchi e Il destino qualche volta ha ragione?

I custodi del cigno

Perché credo che, nonostante siano due romanzi di uno scrittore “esordiente”, siano scritti bene, con tanta passione, tanto lavoro di revisione alle spalle e perché il commissario Pasubio è un personaggio che entra subito nella mente e nel cuore del lettore. Ah, dimenticavo una cosa per me molto importante: nei miei romanzi non sono presenti scene di violenza gratuita, di donne squartate e violentate da improbabili maniaci sessuali, uomini sbudellati e sbranati da cani famelici, come la moda dei thriller e dei mistery di oggi sembra imporre… Io credo che il lettore sia stanco di scene di violenza di cui sono pieni i giornali e i mass media e che per vendere qualche copia in più non sia necessario ricorrere a questo espediente. I miei romanzi possono essere letti dai 9 ai 99 anni, e ne sono orgoglioso.

6. Da dove nasce la passione per la scrittura?

Me la sono posta anch’io questa domanda. Al momento non so risponderti. Ti posso dire che al liceo scrivevo poesie per la mia fidanzata, e forse dentro di me c’è sempre stato il desiderio di scrivere un racconto, un romanzo, ma forse mi bloccava la paura di non essere pronto… Con il passare degli anni e l’esperienza di vita maturata, mi è cresciuto il coraggio e mi sono buttato in questo lavoro. Perché una cosa ho capito: scrivere implica un impegno serio, prima di tutto verso sé stessi.

7. Hai nuovi progetti in vista? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Ho appena terminato di scrivere il terzo romanzo del ciclo del commissario Pasubio, ma adesso incomincia il vero lavoro dello scrittore: revisione, revisione e revisione. Spero di riuscire a pubblicarlo entro Natale, visto che i miei fidati lettori dei primi due libri non vedono l’ora di leggere la nuova avventura!

8. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

A dir la verità non esiste un romanzo che abbia rivoluzionato la mia vita: ti posso citare alcune opere che, in alcuni periodi della mia vita, ho sentito molto vicino al mio essere: L’amico ritrovato di Uhlman, Martin Eden di London, L’amore ai tempi del colera di Márquez, le Confessioni di Sant’Agostino. Come vedi, c’è un po’ di tutto. Poi, ultimamente sto colmando alcune lacune giovanili rispetto ai classici: ho riletto i Promessi Sposi e sto rileggendo i Miserabili e, per quel che vale il mio giudizio, devo confermare che Manzoni e Hugo sono stati due scrittori di livello infinitamente superiore a quello che possiamo trovare ai giorni nostri.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Ma, pensandoci, difficilmente lascio un libro a metà, mi è capitato forse un paio di volte, ma adesso non mi ricordo quale fosse il titolo. Ad ogni modo credo che leggere un libro, di qualsiasi argomento tratti, provochi un cambiamento dentro di noi, e il cambiamento è vita. Solo da morti smetteremo di leggere…

10. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Lorenzo Roberto Quaglia, perché non ti piace la barbabietola?

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