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Massimo Degano: intervista scrittore

Intervista all'autore Massimo Degano.
Il Pasticcio
Massimo Degano: intervista scrittore

La redazione del sito Recensione Libro.it intervista lo scrittore Massimo Degano autore del libro Psiconauta

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro Psiconauta, cosa diresti?

Ho immaginato un futuro in cui gli sconvolgimenti climatici e le soluzioni adottate, più o meno utopiche o distopiche, per la sopravvivenza del genere umano, rispecchiano la scarsa consapevolezza che ognuno di noi ha di sé stesso e della realtà che lo circonda. In quest’ottica il protagonista, dapprima chiuso nelle sue ferree convinzioni tanto da lasciarsi trascinare dagli eventi senza comprenderli a fondo, viene aiutato a riscoprirsi psiconauta, dotato di straordinari poteri mentali, simbolo del risveglio delle nostre coscienze e di un rinnovato desiderio di capire chi siamo, superando gli ostacoli e le paure che inconsapevolmente ci creiamo.

2. Da dove nasce l’ispirazione per questo libro in cui tentati omicidi, rapimenti, tradimenti, potere e un cambiamento climatico epocale stanno mettendo a dura prova gli uomini?

Una componente è data dai romanzi thriller e dai film d’azione, ma purtroppo è anche figlia della realtà che ci circonda, dove i conclamati cambiamenti climatici non vengono presi da tutti in seria considerazione, e nel contempo è in atto uno spostamento massiccio di popolazione dalle aree rurali ai centri urbani e future megalopoli, con le conseguenti tensioni che ciò produrrà sulla tenuta politica ed economica della società globale.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Al di là dell’ambientazione e della mia personale visione del futuro, vorrei che considerassero i personaggi come archetipi delle molteplici sfaccettature della personalità insite in ciascuno di noi, e che solo dalla loro unione e reciproca comprensione, in quell’armonia mentale che lega gli psiconauti, potremo evolverci e salvare il nostro pianeta.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

La manovra

Moltissimi dettagli sul passato dei personaggi e sulle vicende storiche che hanno portato alla costruzione delle Città-Piramide, ma ho in cantiere un secondo capitolo con cui rimediare!

5. Se Massimo Degano dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Psiconauta, quali userebbe?

Essenziale, universale, riflessivo.

6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

La mia speranza è che i lettori si convincano che il futuro possiamo costruirlo già da ora, senza imposizioni dall’alto. Tutti insieme possiamo renderlo un posto migliore.

7. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Ho iniziato a scrivere un nuovo capitolo di Psiconauta, dove il protagonista porterà a termine il suo cammino di conoscenza. Inoltre sto lavorando a un romanzo incentrato su un uomo che vive nel futuro ma che dovrà fare i conti con i fantasmi di un suo lontano passato.

8. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Sembrerà scontato, ma ho riletto dopo tanti anni 1984 di George Orwell, un testo purtroppo così attuale e che varrebbe la pena di essere studiato a fondo nelle scuole. Ci tramanda un messaggio ancora così chiaro e potente: tutto cambia per non cambiare mai, ma se acquisiamo consapevolezza possiamo rompere le catene che impediscono alle nostre coscienze di ribellarsi e forgiare un mondo migliore.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non credo ci siano libri da evitare a priori, l’importante è la spirito con cui ne affrontiamo la lettura, sapendo che la conoscenza impone di travalicare i pregiudizi per assorbire nuove idee a mente aperta.

10. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui Massimo Degano avrebbe sempre voluto rispondere…
Eccola: Perché non vivi la tua vita senza farti troppe domande?
In realtà più che un quesito è un’esortazione subliminale che ti penetra il cervello dopo aver guardato la televisione per più di due ore o aver ascoltato uno dei tanti comizi della politica nostrana, e a cui vorrei rispondere: Smetterò di farmi domande solo quando avrò capito chi sono.

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