Recensione Libro.it intervista Mirko Musas autore del libro “Le tenebre dell’anima”

Intervista allo scrittore emergente Mirko Musas.

1. Per iniziare… raccontaci qualcosa di te, qualcosa che vorresti che i nostri lettori sapessero prima di entrare in contatto con il libro che hai scritto.

Mi piacerebbe far sapere che amo la luce… proprio perché amo profondamente la luce, ho voluto fare questo percorso nella notte più scura… nelle tenebre dell’anima.

2. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Le tenebre dell’anima” cosa diresti?

E’ molto difficile riassumere in poche parole questo corposo romanzo, mi rendo conto che la domanda non si riferisce ad un semplice trailer o ad un sintetico commento, ma cerca di cogliere l’essenza stessa della storia, ciò che gli attribuisce un significato unitario . Il vero protagonista è il destino, un destino ineluttabile, cui nessuno riesce a sottrarsi. Le differenti dimensioni temporali (prologo, svolgimento, epilogo) ti riportano sempre al punto di partenza, anche se ti danno l’illusione di arrivare da qualche parte… Viaggeremo in circa 40 anni della nostra storia recente, passando dalla vita del tormentato protagonista fino ad arrivare ad uno scenario mondiale apocalittico ed inquietante…

3. Il libro pone al centro il conflitto eterno tra bene e male, ma è molto di più di questo. Il romanzo è complesso, strutturato con astuzia e ben scritto. Da dove nasce l’idea di raccontare una storia così difficile, ma così universale?

L’idea nasce soprattutto dal fatto che non vi è niente di più complesso di quella che noi chiamiamo “anima”. La suddivisione in quattro parti (aria, acqua, fuoco, terra), i quattro elementi fondamentali della filosofia greca,  rappresentano le diverse fasi della vita del protagonista. La narrazione trasfigurata degli eventi degli ultimi 40 anni circa è accompagnata dalla trasfigurazione della complessa e tormentata personalità del protagonista. Vi è un fortissimo legame simbolico, che potremmo definire neoplatonico, tra ciò che accade nell’anima dei personaggi e ciò che avviene nel mondo circostante. Per arrivare all’essenza delle cose… per cogliere l’universale… dobbiamo guardare in noi stessi. Non è di certo una storia facile, per la complessità degli intrecci, la ricchezza dei contenuti culturali, e per il fatto che gli eventi sono narrati in maniera assolutamente realistica, senza veli né pregiudizi di sorta, sia nel campo sessuale che nella descrizione dei rituali macabri. Per tali elementi è un testo destinato ad un pubblico di adulti.

4. Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro? Quale significato non del tutto esplicito vorresti potesse cogliere?

Vorrei che il lettore percepisse la forza interiore che ognuno di noi possiede, anche se a volte non ne è consapevole… quella scintilla divina… quella possibilità di riscattarsi anche dopo atroci nefandezze… vorrei che ognuno abbia la speranza di trovare “quel piccolo gancio nel cielo” in grado di liberare la propria anima…

5. Il libro racconta di un progetto in cui è coinvolto il protagonista della storia, prescelto per questo compito da una setta. Cosa è possibile fare, secondo te, per salvare il mondo dal male?

Questa è una domanda che richiederebbe una trattazione specifica. Innanzitutto dovremmo chiederci che cosa è il male? Il libro sembra quasi abbracciare una teoria di stampo manicheo: la contrapposizione di due principi: il bene ed il male, in eterna lotta fra loro. Ma un’interpretazione più approfondita e lo stesso dipanarsi della vicenda fanno capire che in realtà il progetto della setta risponde all’angoscia apocalittica cristiana… quindi il male viene inquadrato in un’ottica  di assenza del bene, o in termini religiosi di lontananza da Dio. Possiamo salvare il mondo dal male, solo se conosciamo bene noi stessi, solo se riusciamo a salvare la nostra anima, rendendola libera dai nostri propositi malvagi… Il male peggiore è dentro di noi, non fuori…

6. Qual è il romanzo che ha “rivoluzionato” la tua vita conducendoti alla scrittura?

Ho sempre letto tantissimo, ma nessun libro in particolare ha rivoluzionato la mia esistenza.

7. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Le tenebre dell’anima… ovviamente… ahahah… Ogni libro che ho letto mi ha in diverso modo emozionato e mi ha dato qualcosa, pertanto non ne ho da consigliare…

8. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Quale persona non tradiresti mai?… Me stesso…

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

2 Comments on “Recensione Libro.it intervista Mirko Musas autore del libro “Le tenebre dell’anima””

  1. Un bel romanzo, corposo, intenso, pieno di sospensioni e di variazioni di registro, un testo con passaggi difficili -quasi rallentato, all’inizio-indecifrabile, per certi versi: il giusto preludio per la sostanziosa parte centrale, piena di improvvisi cambi di direzione, che ti incolla alla lettura come un thriller, e dei migliori. Una vita raccontata attraverso i tormenti dell’amina dell’individuo e della collettività, uno sguardo profondo nell’abisso della malvagità, dove giustizia e rispetto perdono identità, un iperbolico viaggio nel male che sfiora, tocca, percuote, schiaccia e distrugge… Musas riesce a far riflettere sugli interrogativi di tutto ciò che è plausibile, che è possibile, perfino vero, ome una musica conosciuta, come un evento vissuto.
    Mirko Musas dimostra anche la rara dote di conoscere bene i vari ambiti in cui si muove la sua penna: è capace di spaziare dalla geografia alla storia dell’arte, dalla teologia all’astronomia, dalla fisica al latino e al greco, dalla giurisprudenza alla marineria… un aurore dalla fantasie eclettica e ricercata, che sa descrivere i sentimenti più torbidi dell’animo umano, come quelli della più delicata tenerezza: se questa è solo la sua opera prima, cosa saprà riservarci per il futuro?

  2. molto interessante,dobbiamo guardare dentro di noi, capire noi stessi. Scrutare il nostro animo…… solo allora staremo bene con noi stessi principalmente.

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