Intervista Roesler Franz per libro “Ettore Roesler Franz e la fotografia”

Intervista allo scrittore Francesco Roesler Franz.
Ettore Roesler Franz e la fotografia
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Recensione Libro.it intervista lo scrittore Francesco Roesler Franz autore del libro “Ettore Roesler Franz e la fotografia”

Continua il tuo viaggio nell’arte di Ettore Roesler Franz, cosa è cambiato dal primo saggio su di lui a ora grazie alla tua dedizione?

Ho scritto tre saggi storici su di lui:
il primo intitolato “La famiglia Roesler Franz e la via iniziatica” che ha riguardato principalmente la sua vita;

il secondo intitolato “Roma Esoterica” sui suoi quadri;

il terzo intitolato “Ettore Roesler Franz e la fotografia” incentrato, come è evidente dal titolo, sulla grandezza di mio prozio anche nell’utilizzo di questa tecnica.

In particolare in quest’ultimo libro non mi è interessato evidenziare, attraverso le sue fotografie, i cambiamenti del tessuto urbanistico della città di Roma e le differenze tra le sue fotografie e i suoi acquerelli.
Quello che ho voluto evidenziare è il suo collegamento alla stessa corrente artistica di importanti fotografi statunitensi della fine dell’Ottocento e dell’inizio del Novecento.

In ognuno di questi tre saggi più in particolare sono uscite fuori novità molto importanti:

nel primo libro l’amicizia a Londra di mio prozio Ettore con John Ruskin,

nel secondo che mio prozio è da considerarsi come uno dei più importanti pittori simbolisti a livello internazionale in quanto i quadri di Roma Sparita nascondono profondi significati esoterici;

mentre nel terzo che mio prozio, anche in campo fotografico, è stato un importante artista.

Le sue fotografie sono innovative rispetto ai suoi tempi ed è sicuramente da considerarsi come l’antesignano del cinema del neorealismo italiano.

In particolare, in questo ultimo libro imperniato sulla fotografia sono evidenti i collegamenti a livello di corrente artistica tra lui e alcuni grandi fotografi americani che hanno fatto proprie le idee sviluppate nelle università britanniche di Cambridge e di Oxford e di Harvard negli Stati Uniti di America in merito al neorealismo.

Perché credi non sia stato dato il giusto valore a questo grande artista talentuoso e lungimirante?

Penso che Ernesto Nathan e Ettore Ferrari erano a conoscenza dei segreti nascosti nei quadri di Roma Sparita,
ma probabilmente durante il fascismo a causa delle persecuzioni contro gli ebrei e contro la massoneria,
il materiale potrebbe essere stato distrutto.

Che effetto ti fa trovarti a contatto così stretto con l’arte del tuo prozio Ettore?

Dall’età di trent’anni ho avuto un forte interesse per ogni forma di arte. Ho visitato i più importanti musei di tutto il mondo così come ho collezionato di tutto.

Tutto questo unito alla lettura di circa diecimila libri di ogni genere mi ha consentito di avere un’apertura mentale abbastanza ampia in campo artistico che insieme a una serie di intuizioni mi ha permesso di riscrivere la storia della mia famiglia, di scoprire l’importanza dei quadri di Roma Sparita e delle fotografie di mio prozio Ettore.

Cosa speri di riuscire a suscitare nei lettori con questa opera attraverso cui Ettore parla dei più deboli, del mondo sommerso e degli emarginati?

Che l’arte deve essere anche al servizio del sociale soprattutto per mostrare gli abusi del potere. Le sue foto in particolare quelle del ghetto sono un evidente denuncia su come la comunità ebraica di Roma è stata segregata, maltrattata e umiliata per secoli durante il periodo dello Stato pontificio con il Papa re.

Quale dei libri da te pubblicati ami di più e perché?

Amo di più il mio primo libro intitolato Biografia romanzata di Ettore Roesler Franz, perché ho avuto una serie impressionante di intuizioni che proseguendo successivamente con le mie ricerche ho scoperto che erano tutte fondate.
Adesso questo libro in una forma riveduta, corretta e ampliata dalle mie ricerche degli ultimi anni, confluirà nel mio prossimo libro intitolato La saga dei Roesler Franz dal 1700 al 1946, che sarà pubblicato in autunno.

Quale è stato il complimento più bello che hai ricevuto sui progetti letterari che ruotano attorno a Ettore Roesler Franz?

A livello di complimenti ne ricevo quotidianamente, di cui alcuni bellissimi e anche molto commoventi.

Ma in assoluto i complimenti più belli e sinceri li ho ricevuti per il documentario intitolato Ettore Roesler Franz e Roma Sparita, che si può vedere gratuitamente su YouTube. Il documentario si basa su i miei tre saggi.

Ho deciso di realizzare il documentario perché mio prozio Ettore è conosciuto solo a Roma dove negli ultimi anni hanno chiuso il 40% dei giornalai e 260 librerie.

Le persone a Roma non vogliono spendere ( i miei eBook costano 2,99 euro quanto un supplì!!!) e non hanno, soprattutto voglia di leggere i libri, così ho deciso di realizzare il documentario che è gratis e non li affatica nella lettura. Bisogna sempre andare incontro al pubblico dandogli il prodotto che desidera.

Ebbene durante la commemorazione di mio prozio Ettore al cimitero il Verano di Roma c’è stata la proiezione del documentario proiettato su un grande schermo. Al termine c’è stato un lungo applauso spontaneo di apprezzamento che mi ha dato una grande gioia e mi ha profondamente commosso.

Quale pensi sia stato il contributo del tuo prozio nell’arte, nella comunicazione, nella fotografia e nella storia?

Mio prozio Ettore è stato come artista un unicum a Roma nell’Ottocento
avendo girato in lungo e in largo per tutta Europa esponendo in mostre nelle città più importanti come Londra, Parigi, Vienna, Berlino, San Pietroburgo.

Inoltre ha vissuto per periodi di tempo anche molto lunghi in Gran Bretagna ospite di suo fratello Alessandro.
Sicuramente come pittore e’ da considerarsi uno tra i più importanti pittori simbolista a livello internazionale mentre come fotografo è stato un innovatore.

Come pensi si possa dare maggiore spicco all’arte nelle scuole facendo presa sui giovani in modo proficuo?

Innanzitutto bisognerebbe insegnare agli studenti tutte le tecniche artistiche affinché poi possano indirizzarsi nella disciplina che prediligono.

Ad esempio mi hanno detto che al liceo artistico e all’ Accademia di Belle Arti di Roma non insegnano più l’acquerello e questo secondo me è sbagliato perché la scuola dovrebbe insegnare i fondamenti e le basi cercando contemporaneamente di fare in modo di potere appassionare i giovani.

C’è un artista contemporaneo o del passato recente a cui sentì le opere di Ettore siano vicine?

Dopo che in un quadro di Roma Sparita ho scoperto il significato esoterico nascosto ( in cui è evidente che mio prozio Ettore era a conoscenza dell’amore tra Gesù e la Maddalena ) ho pensato immediatamente a un suo collegamento sia con Leonardo da Vinci che con Nicholas Poussin mentre in merito a un artista moderno ho pensato a Salvator Dali’, in particolare per le sue rose e i pellicani.

Vuoi aggiungere qualcosa che ritieni essere importante è che non è stato ancora detto sul talento di Ettore Roesler Franz?

Penso che sia necessario spiegare per coloro che non ne fossero a conoscenza che i quadri di Roma Sparita fino a una ventina di anni fa erano tutti esposti nel prestigioso museo di Roma a palazzo Braschi a piazza Navona.

Poi sono stati spostati in un museo di quart’ordine, il museo di Roma in Trastevere, e i quadri esposti sono solo una ventina mentre gli altri sono scorniciati e tenuti dentro dei cassetti.

Mi auguro pertanto che tutto questo mio lavoro ( che mi è costato anni di ricerche e anche di costi economici) serva a riportare i quadri al museo di Roma a palazzo Braschi a piazza Navona.

I musei del comune di Roma, grazie alle mie ricerche, si ritrovano una collezione di 119 acquerelli ( uno è stato rubato a Colonia nel 1966 durante una mostra temporanea) enormemente rivalutati di un grandissimo artista, spero che se ne rendano conto.
Non voglio aggiungere altro, perché come recita Dante Alighieri “A buon intenditor poche parole…”

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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