Intervista scrittore Dario Gallo autore libro “Il giardino dentro”

Intervista allo scrittore Dario Gallo autore del libro "Il giardino dentro".
Dario Gallo
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La redazione del sito RecensioneLibro.it intervista lo scrittore Dario Gallo autore del libro “Il giardino dentro”

Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Il giardino dentro”, cosa diresti?

Nelle poesie d’amore racconto principalmente il desiderio. Più il desiderio che la realtà. Quindi nel mio pensiero poetico anche l’aver vissuto la fine di un amore può ritenersi un’ambizione, perché è un avvenimento negativo ma preceduto da qualcosa di positivo. Una visione positiva dell’esistenza sotto una patina di malinconia che infatti vuol essere solo la superficie dei miei versi. E la mia proposta di un neostilnovo mira appunto ad elevare la figura femminile della donna amata per conferirle un’identità angelica.

Da dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a raccontare la vita e i sentimenti in questa tua silloge?

Ovviamente dall’esperienza di vita, da quegli attimi che lasciano il segno nel proprio animo. A tal riguardo, in ambito sentimentale, credo che l’attesa dell’amore aiuti l’amore stesso a crescere… e forse per questo ho composto poesie incentrate sul desiderio d’amore e d’amare.

Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Che l’amore si può compiere non soltanto attraverso l’unione vera e propria, ma anche attraverso la semplice consapevolezza di riuscire a provare un forte sentimento di vero innamoramento, custodendo sogni e speranze, giacché questi – ancorché incompiuti – sono alimento imprescindibile della vita.

Se Dario Gallo dovesse utilizzare tre aggettivi per definire “Il giardino dentro”, quali userebbe?

Dal punto di vista espressivo, definirei la mia raccolta con la seguente triade di aggettivi: sentimentale, sognante, struggente; sotto l’aspetto esistenziale, mi rifarei alla seguente triade: sincera, indispensabile, salvifica.

Ti sei ispirato a qualche poeta o scrittore in particolare?

Quando compongo subentra certamente un debito verso le mie letture poetiche preferite: Dante (e tutto lo Stilnovo), Petrarca… così come anche qualcosa del Romanticismo o del Novecento italiano.

Cosa hai pensato quando hai inserito l’ultima poesia nel tuo libro?

Nel mio piccolo mi sono sentito realizzato, sembrandomi di essere riuscito appieno ad esprimere la mia interiorità mediante un linguaggio semplice. A mio sommesso avviso, del resto, la semplicità e l’immediatezza sono e rimangono il mezzo che consente di stabilire più facilmente un’empatia con i lettori, dunque anche in poesia.

Perché credi si debbano leggere le tue poesie?

In un periodo di violenza di genere e guerre, spero che un libro di poesie d’amore possa contribuire ad andare controcorrente rispetto ai tristi fenomeni di odio che, purtroppo, oggi spesso accadono nel mondo quotidiano. Si tratta solo di una piccola goccia nell’oceano; ma proprio per questo, paradossalmente, tale voce potrebbe avere una risonanza originale nella sua “speranzosa desuetudine”, da parte di chi si ostina a non smettere di vedere il mondo con gli occhi del cuore…

Dario Gallo ha nuovi progetti? Sta scrivendo un nuovo libro? Può anticiparci qualcosa?

In realtà, per chi come me ritiene lo scrivere parte integrante della propria vita quotidiana, anche in assenza di veri e propri progetti, la pratica della scrittura – pur in modo irregolare – dà vita a nuovo materiale poetico.

Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

“L’amore ai tempi del colera” di G.G. Márquez… che ho trovato meraviglioso, che ho riletto con piacere, soprattutto per la componente immaginifica, capace di attualizzare e rendere reali i più bei sogni che essere umano possa creare nella sua fantasia: insomma, un modo straordinariamente vicino al mio sentire nel vedere la vita come vorremmo che fosse.

Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Finché non si tratta di contenuti diseducativi, non ci sono libri particolari che sconsiglio. Ne consegue, evidentemente, che non incoraggerei la lettura di quei libri che potrebbero trattare eccessivamente a buon mercato il disprezzo per altri esseri umani, l’abuso, la violenza gratuita, ecc. L’importante è – appunto con le dovute cautele – non smettere mai di arricchire la propria cultura.

Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

“Riuscirò a far conoscere la sincerità dei miei sentimenti al mondo e, in particolare, alla persona che amo?” Sì, a patto che però sia io a compiere il primo passo. Con la silloge mi auguro di averlo già fatto; resta solo la seconda tappa… ma proprio un “sognatore di razza” come me, non può smettere di sperare!…

Pensi di essere un poeta?

Non so… So solo che la poesia è parte irrinunciabile della mia vita.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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