Intervista scrittore Francesco Attorre

Intervista Francesco Attorre autore del libro “Sono qui per realizzare i tuoi sogni sospesi”.
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista lo scrittore Francesco Attorre autore del libro “Sono qui per realizzare i tuoi sogni sospesi”

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Sono qui per realizzare i tuoi sogni sospesi”, cosa diresti?

È un potente strumento di consapevolezza per riscrivere la propria vita facendone un capolavoro. Una sorta di lente di ingrandimento sul potere che abbiamo dentro e che assai spesso dimentichiamo di avere, accontentandoci di esistenze mediocri e sbiadite quando potremmo goderci realmente il paradiso sulla Terra

2. Da dove nasce l’idea che ti ha spinto a raccogliere alcune esperienze per farne questo manuale di aiuto per le persone che soffrono?

Era una mattina qualunque. Mi arriva un whatsapp vocale che mi lascia senza parole. Era quello di una signora che avevo seguito come coach a distanza nel lungo percorso clinico per un grave problema oncologico. Mi diceva che le metastasi ossee tipicamente incurabili si erano magicamente risolte e che i medici erano entusiasti e quasi non riuscivano a spiegarsi come poteva essere accaduto. Lei mi ringraziava per la straordinaria forza che le avevo trasmesso nei mesi di whatsapp tra noi, e mi chiedeva di raccontare al mondo la sua storia perché in tanti potessero superare la rassegnazione e crederci fino in fondo anche davanti all’impossibile.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Vorrei imparassero a darsi valore e ad amare sé stessi fino in fondo, prendendosi cura di sé. Il lavoro di crescita personale e di miglioramento costante e progressivo delle proprie skill, della propria immagine di sé, porta inevitabilmente alla libertà di sognare ad occhi aperti e fa nascere dentro il coraggio di osare, quello che manca a molti che finiscono per vivere vite banali, superficiali, fantozziane. Ecco, il segno che vorrei lasciare è il coraggio di uscire dagli abiti fantozziani in cui ci fanno credere di dover stare e sentirci autentici eroi, perché con i giusti strumenti lo possiamo essere.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Sinceramente no. Questo è il mio nono libro, eppure in tutti gli altri avevo sempre qualcosa che mi mancava. Ma qui ho sin da subito avuto la sensazione che fosse completo così. Certo sicuramente i casi raccontati sono pochissimi rispetto agli oltre 300 che ho seguito direttamente e gli altri in associazione con i miei collaboratori. Ma il messaggio che doveva inviare sento sia compiuto in quelle pagine.

5. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “Sono qui per realizzare i tuoi sogni sospesi”, quali useresti?

Leale, sincero, vero. In ogni singola parola ci sono io, nato sotto il segno del leone di un agosto caldo come la mia voglia di lasciare un segno nel mondo.

6. Cosa hai pensato quando hai messo il punto a questo manuale?

Volevo celebrasse la nascita del dott. Meta. Dovevo trasformare Francesco in qualcuno che fosse in grado di fare il “grande salto”, portando un messaggio alla gente. E non potevo non partire da ciò che ha sempre mosso i miei passi sin da quando ero bambino: i miei sogni, che sono diventati così i sogni degli altri. Quelli che vorrei poter realizzare per dare un senso profondo alla mia vita.

7. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Per incontrare attraverso me sè stessi ed imparare ad ascoltarsi, provando ad innamorarsi di sé per la prima volta. Ti innamori solo quando ti sorprendi, e l’altro diventa capace di accenderti mentre ti sorprende. Ecco, vorrei che attraverso il mio libro i lettori cominciassero a sorprendersi del potenziale straordinario che potrebbero esprimere e che non hanno ancora mai espresso.

8. Hai consigli da dare a chi sta attraversando un periodo complesso?

Sì, quello di imparare da quel periodo complesso. Cosa sta cercando di insegnarmi? Cosa vuole io possa capire per essere migliore? Se mi sta chiedendo il dolore è perché da una parte sa che posso affrontarlo, dall’altro che quel dolore possa rendermi più forte.

9. Hai uno scrittore in particolare da cui ti senti ispirato?

Ne ho molti. Amo leggere ed assorbire tutto ciò che leggo. Ma non seguo in modo particolare qualcuno per non rischiare di imitarne lo stile o il pensiero. Voglio fare in modo di essere originale fino in fondo, mettendo anche fuori i limiti che mi appartengono e che possono rischiare di allontanare una fetta di pubblico, vedi ad esempio il fatto che per alcuni questo libro potrebbe sembrare autocelebrativo, ma non mi importa. Voglio arrivare a chi sceglierà di lasciarmi entrare nella sua vita.

10. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, sono sempre in una sorta di cantiere, sia per l’aspetto letterario che per quello artistico e professionale. Mentre aspetto di far partire i miei spettacoli motivazionali dalla intensissima carica emotiva nei teatri di tutta Italia, sto lavorando ad un nuovo lavoro letterario questa volta terapeutico e curativo in modo diretto. Un romanzo in cui ogni lettore finisca per ritrovarsi il suo mentore di fronte che gli parla in modo diretto, stravolgendolo e portandolo mano nella mano a fare un salto “quantico” vero e proprio, in un thriller carico di emozioni e suggestioni.

11. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

I Borgia, di Elena e Michela Martignoni. Avvincente e molto molto coinvolgente. Poi io personalmente adoro la saga dei Borgia, mi affascina tantissimo quella parte del Rinascimento e l’intreccio delle vicende dei protagonisti di una dinastia capace di segnare la storia.

12. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Quello che non hanno ancora letto. Perché potrebbe fargli male, come ogni libro. Ricordo un aneddoto al tempo del Liceo. Comprai ad una bancarella il Corano. Il mio migliore amico, fervente attivista cattolico, era terrorizzato dal fatto che leggendolo avrei potuto farmi fuorviare e cambiare il mio Credo. Ecco, ricordo che per 6 mesi non lo lessi impaurito dalla sua paura. Poi decisi di farlo. Mi ha solo arricchito ed ha arricchito la mia scelta cristiana, ma mi ha messo in gioco, facendomi guardare “oltre me” con rispetto. Un libro, qualunque libro, se lo leggi con tutta la passione che hai dentro, ti fa male. Ed in quel male ti aiuta ad essere migliore.

13. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Qual è il rimpianto più grosso che hai paura di portarti addosso al termine della tua vita? La risposta che gli avrei dato è: non avere vissuto veramente e intensamente, non averlo fatto abbastanza.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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