Intervista scrittore Francisco Panteghini

Intervista Panteghini autore del libro “Amare la Terra e ritrovare Noi Stessi”.
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista lo scrittore Francisco Panteghini autore del libro “Amare la Terra e ritrovare Noi Stessi”

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Amare la Terra e ritrovare Noi Stessi”, cosa diresti?

Raccogliere e diffondere testimonianze di persone che negli ultimi anni si sono reinventate partendo da un grande amore per la Terra: agricoltori, pescatori, artigiani, naturopati che hanno superato indenni gli ultimi due tragici anni

2. Da dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a parlarci di ambiente, pace interiore e cura della nostra Terra?

E’ un tema congeniale per me, anche nel mio secondo libro La Forma dell’Acqua. Pellegrinaggio a risalire la Brenta c’era un forte richiamo a prendersi cura della natura. Amare la Terra va subito al punto, è un libro pragmatico che ti offre decine di spunti per iniziare un percorso che ti porti a esprimerti creativamente in armonia con la Terra: dalla cucina al commercio equo, dalla coltivazione all’autoproduzione fino alla spiritualità vissuta nel quotidiano.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Questo libro collettivo è nato dal mio bisogno di incontrare altre persone che, pur tra i dubbi e le difficoltà quotidiane, hanno capito nel profondo che è necessario cambiare stile di vita, riconnettersi ai cicli naturali, fare pace con la natura e reinventarsi per rendersi sempre più autonomi dalle scelte di un sistema che va in direzione ostinata e opposta verso l’autodistruzione.

4. C’è qualcosa che lo scrittore Francisco Panteghini avrebbe voluto aggiungere al libro, quando lo ha letto dopo la pubblicazione?

Amare la Terra è l’inizio di un viaggio e potrebbe continuare intervistando altre interessanti persone che nel frattempo, grazie al libro, ho conosciuto. Chiedo ai lettori di mandarmi una recensione e, se lo desiderano, la loro esperienza di vita tramite la pagina Facebook del libro (Amare la Terra e ritrovare Noi Stessi) per ritrovarci e magari conoscerci.

5. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “Amare la Terra e ritrovare Noi Stessi”, quali useresti?

Accorato, Vissuto, Profondo.

6. Cosa hai pensato quando hai messo il punto al tuo libro?

Lo racconto nel libro: ero in isolamento da Covid pieno di dubbi e ho trovato nel progetto del libro, nelle interviste a distanza e nei contributi che ho sollecito la cura per entrambi i malesseri.

7. Perché credi si debbano leggere le tue parole?

Il libro è composto di 13 capitoli, che non sono da leggere dal primo all’ultimo ma che si possono sfogliare e indagare secondo i propri interessi. A parlare non sono solo io ma ben 24 persone che portano testimonianze ed esempi concreti di cambiamento. E’ una polifonia che ci ha trovato in accordo sul panorama generale, ma si trovano anche punti di vista divergenti come nel caso dell’educazione. E’ un libro che prima di ogni cosa semina speranza concreta.

8. Ti sei ispirato a qualche pensatore o scrittore in particolare?

Nel libro ci sono molte citazioni del maestro bulgaro Peter Deunov e del carismatico e acuto Fausto Carotenuto.

9. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sto lavorando su due progetti, il primo spero sarà pubblicato per fine anno. E’ un libro di racconti per bambini dedicato al piccolo popolo fatato così presente nel folclore antico e sempre più dimenticato ma ricco di saggezza e meraviglia.

10. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Io sono un cultore di Andrea Camilleri e quest’anno mi sono goduto alcuni suoi romanzi, tra tutti mi hanno colpito i racconti brevi degli Arancini di Montalbano.

11. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non mi sento di essere così rigido. Credo che ogni libro può avere il suo lettore e il suo tempo, ma accorgersi dei suoi limiti è una cosa che appartiene alla maturità di ciascuno.

12. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

La domanda forse è: “Come può un insegnante di italiano armonizzare il suo lavoro con la Madre Terra?” Questa è una sfida. A guardare con gli occhi di quello che potrei definire un “vero terrestre” i programmi ministeriali c’è molto da valorizzare ma anche molto che bisogna avere il coraggio di contestare e saltare o riscrivere. In geografia si sfondano porte aperte: lo stupore del mondo è a portata. Pensiamo alla storia: siamo sicuri che studiare le storie delle guerre e degli orrori prepari i ragazzi alla pace e alla collaborazione?

In Italiano abbiamo una tradizione letteraria che ha decantato la bellezza della Natura: da S. Francesco a Petrarca, dall’Infinito di Leopardi alla poesia di Pascoli è tutto un richiamo e un superare con l’immaginazione paesaggi amati, cornice indispensabile per raggiungere l’impalpabile che è di là dai sensi. Essere un insegnante consapevole e impegnato in un percorso di crescita spirituale offre una grande opportunità ma anche una sfida continua con se stessi.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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