Intervista scrittore Jan Sebastian Gutierrez

Intervista Jan Sebastian Gutierrez autore libro "Relativity".
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista lo scrittore Jan Sebastian Gutierrez autore del libro “Relativity – Limitless bond”

Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Relativity – Limitless bond”, cosa diresti?

Che è pensato per essere una piacevole avventura intricatamente semplice, a cui sottoporre i lettori. Lo scopo è principalmente di intrattenimento, pur permettendo alla storia di essere un emblema della duplicità della realtà e dell’imprevedibile follia dei legami umani.

Da dove nasce l’ispirazione che ti ha spinto a raccontare di sovrannaturale e relazioni?

Per le persone con una fantasia e capacità di astrazione elevate penso che sia facile affidarsi a mondi di fantasia come gradevole gioco di riscrittura della realtà. Penso poi che la mia indole naturale da persona sensibile e introversa faccia sì che abbia sempre un fascino per i rapporti umani, sia perché tengo stretti i miei, che perché osservo con piacere questa bestia esotica che non sempre comprendo.

Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Non è essenziale per me, come autore, che un lettore comprenda perfettamente la trama o i dettagli o tutti i piccoli messaggi che passano attraverso le pagine… sono molto più interessato a riuscire a trasmettere emozioni, attraverso la mia narrazione. Se sono stato in grado di risvegliare qualcosa a qualcuno che legge non posso che essere felice.

C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Meglio non fare questa domanda… ripenso così tanto alle storie che scrivo che potrei riscriverle in una decina di modi diversi.

Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “Relativity – Limitless bond”, quali useresti?

Caotico, leggero, intrigante.

A chi è rivolto questo romanzo distopico? Hai pensato a un pubblico in particolare?

Rientra all’interno del modello dei generi… diciamo che “Relativity” oscilla abbastanza tra un Young Adult e un New Adult, facendo sì che sia principalmente una storia di intrattenimento diretta ad un pubblico tra i diciasette e i trent’anni.

Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Perché ritengo di aver partorito una piccola perla, non sfolgorante, non abbagliante, ma di cui ti innamori se la scopri.

Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo romanzo? Puoi anticiparci qualcosa?

Ho tante bozze e mezzi lavori che procedono in modo tanto costante quanto il mio umore. Ma diciamo che in generale è anche in un certo senso un’attesa voluta: “Relativity”, per chi l’ha letto, getta basi possibili per un universo narrativo molto più ampio, che sto aspettando per vedere se sarà editorialmente realizzabile oppure no.

Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo periodo?

Direi che andiamo su generi molto diversi da quello di cui mi occupo… probabilmente “Oggi faccio azzurro” di Daria Bignardi i cui dialoghi e soprattutto i dialoghi introspettivi li ho trovati molto rilassanti e coinvolgenti, nonostante i temi anche pesanti.

Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Sarò scontato ma probabilmente “Fifty shades of grey” come trilogia… Perché?

Adesso è arrivato il momento di porti una domanda a cui avresti sempre voluto rispondere ma che nessuno ti ha mai fatto…

Sì, lo riscriverei come sceneggiatura se mi dessero la possibilità di farne un film, penso funzionerebbe bene su un media visivo perciò fatemi cullare nei miei dolci sogni e non risvegliatemi.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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