Intervista scrittore Mario Piticchio

Intervista a Mario Piticchio autore de "Il mistero della croce".
Mario Piticchio
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista lo scrittore Mario Piticchio autore del libro “Il mistero della croce”

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Il mistero della croce”, cosa diresti?

Il ritrovamento del cadavere del figlio Carmelo, accende in Sollima, capo dei capimafia, una fiamma di odio nei confronti di tutti i capiclan. È convinto che il figlio sia stato ucciso da questi per vendetta. Appena si rende conto dell’errore, per farsi perdonare, pensa di regalargli una croce, contenente parte del codice di una cassetta di sicurezza. La morte improvvisa di Sollima non fa cambiare il piano, la croce sarà consegnata dal luogotenente Passalacqua.

Il Commissario Ravanuso, coadiuvato dall’Ispettore Frangipane, viene incaricato di curare le indagini sull’omicidio di Carmelo Sollima. Omicidi, furti e tradimenti si susseguono ripetutamente, tanto che la stima e la fiducia che persistevano tra i capiclan sfumano nel nulla. Nel libro, gli episodi di mafia, sono intervallati da eventi, festività e presentazione artistica e architettonica di alcune località.

2. Da dove nasce l’ispirazione per raccontare un’indagine che vede coinvolta la mafia?

L’ispirazione è nata dalla notizia divulgata dal telegiornale, in seguito alla retata delle forze dell’ordine e all’arresto di alcune persone, dedite allo spaccio, alla prostituzione e al racket del pizzo per esercitare il controllo del territorio.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Il nostro intelletto spesse volte è trainato da episodi e da eventi che portano la nostra persona a credere in tutto ciò che ascoltiamo e leggiamo. Tuttavia la predominanza di questi ultimi sentimenti, spesse volte rimuginano il nostro carattere tale da portare la nostra mente verso una strada errata.
Il segno che vorrei lasciare ai lettori, come menziona il protagonista del libro il Commissario Ravanuso: “Bisogna essere forti ed essere se stessi.”

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Le continue riflessioni e le continue verifiche durante la stesura del libro hanno appagato la mia mente, tale da soddisfare il mio operato. Pertanto ritengo che non ho nulla da aggiungere.

5. Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “Il mistero della croce”, quali useresti?

E’ un giallo intrigante, coinvolgente e avvincente.

6. Cosa ha pensato e provato Mario Piticchio quando ha messo il punto a questa storia?

La storia del libro è fortemente influenzata dal mio modo di essere sempre in evoluzione, dal mio vissuto e dalla visione creativa che coinvolge la mia persona attraverso la lettura, lo stile di vita e l’ambiente che mi circonda. Pertanto la sensazione acquisita durante la scrittura è di benessere e di giustizia. Facendo sì che il lettore possa rendersi conto che il male non deve mai prevalere sul bene.

7. Quanto è vera questa vicenda che hai raccontato nel tuo libro?

Il libro è un’opera di fantasia. La trama, le storie e i personaggi sono immaginari. Reali sono il paesaggio e i luoghi descritti.

8. Perché credi si debba leggere il tuo romanzo?

La lettura di questo libro ci porta a confrontarci con i personaggi e attraverso la fantasia vivere il racconto nella vita reale, portandoci a riflettere più profondamente su noi stessi e sulla nostra vita.

9. Mario Piticchio ha nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Al momento sto lavorando su un altro giallo intitolato “Il killer dell’asso d’oro”. I protagonisti sono sempre gli stessi: il Commissario Ravanuso e l’Ispettore Frangipane.

10. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Il romanzo che mi ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno è stato “Il messaggio nella bottiglia” di Jussi Adler-Olsen.

11. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

La lettura è personale, pertanto, non è mio dovere sconsigliare uno o l’altro testo. Il genere che a me non piace può coinvolgere altri.

12. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Come mai ti sei avventurato nel mondo della scrittura? La creatività e la fantasia riescono a trainare l’essere umano verso l’immaginazione e a volte verso l’impossibile, riuscendo, nel frattempo, ad appagare i nostri sogni e i nostri desideri, ma come tutte le cose, sfumano nel nulla e rimangono solo ricordi. La scrittura, ci aiuta a concretizzare e a rendere reale tutto ciò che piroetta nella nostra mente. Come dice il detto: dobbiamo mettere nero su bianco per rendere tutto reale.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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