Intervista scrittore Stefano Fiore

Intervista a Stefano Fiore autore libro "A me non è permesso".
A me non è permesso di Stefano Fiore
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista lo scrittore Stefano Fiore autore del libro “A me non è permesso”

Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “A me non è permesso”, cosa diresti?

E’ naturalmente la storia di una nevrosi, di un disturbo di personalità non lieve;
ma non vuol essere solo questo: attraverso l’approfondimento progressivo di un carattere, si cerca di attingere a temi di respiro generale e di grande attualità, come l’identità di genere, “l’energia” prevalentemente maschile o femminile di cui ognuno di noi dispone, il quantum di aggressività che la pressione sociale rende obbligatorio per gli uomini, le varianti fra loro sovrapposte dell’orientamento sessuale, e così via. E anche l’influenza dell’ambiente sociale degli anni 60-70, e di un certo milieu familiare e perbenista, sullo sviluppo di questa personalità, E così si racconta pure un po’ di storia italiana.

Da dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a scrivere il romanzo “A me non è permesso”?

Per un 30-35% è un romanzo autobiografico, poi ingloba e integra esperienze consimili conosciute ed empatizzate sempre all’interno di un humus psicologico e culturale particolare, affine a quello del protagonista.

Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Soprattutto l’idea che le cose non sono semplici e chiare come il buon senso comune pretenderebbe. Che ci sono infinite sfumature e complicazioni intermedie: ci sono persone che non si sentono “reali”, che non si sentono parte della realtà, senza per questo essere ”matte”; che l’amore non è solo esaltazione o passione, una splendida e ricca torta, ma per alcuni può essere solo un bicchiere di bicarbonato, ma non per questo meno essenziale; che si possono amare e desiderare le donne senza per questo sentirsi uomo; che, sempre per alcuni, la tanto decantata “fisicità” è una dimensione del’esistenza che semplicemente non esiste…
Che la realtà, insomma, non è quella che vi raccontano su YouTube!

C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Avrei voluto approfondire un po’ la scoperta del sesso tantrico, o dei suoi surrogati, e raccontare la costruzione di un adattamento di una soluzione, parziale e molto “personale”, ai suoi problemi, che il protagonista faticosamente mette insieme pezzo per pezzo, mai chiaramente e compiutamente.

Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire il tuo romanzo, quali useresti?

Crudo, “multistrato”, anche un po’ irritante.

Perché Stefano Fiore crede si debba leggere il suo libro?

Per carità, c’è sempre tanto di meglio da leggere! Ma forse io do una prospettiva, un angolo visuale, un po’ inconsueto, a cui non si pensa spesso.

Quali sono i tuoi prossimi progetti in fatto di scrittura?

A marzo del 2024 uscirà un “prequel” di “A me non è permesso”, in forma più esplicitamente autobiografica, che invece di focalizzarsi solo sulla vita amorosa del protagonista, ne racconta l’evoluzione psicologica a 360°.

Qual è il libro che hai letto quest’anno che ti ha più colpito e consiglieresti?

“Il declino del desiderio”, di Luigi Zoja.

Adesso è il momento di porti una domanda che nessuno ti ha fatto ma a cui avresti sempre voluto rispondere.

Credi nella felicità e nel libero arbitrio? No, ma se smettiamo di illuderci che queste cose esistano, siamo veramente nei guai.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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