Intervista scrittrice Daniela E.

Intervista a Daniela E. autrice del libro “La giostra dei Clown”.
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista la scrittrice Daniela E. autrice del libro “La giostra dei clown”

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “La giostra dei clown”, cosa diresti?

Poche righe sono decisamente “poche” per riassumere un libro, spesso gli universi che vi sono tra le pagine sono infiniti. Ad ogni modo definirei “La Giostra dei Clown” una vera e propria giostra, che sia degli orrori o simile alle montagne russe lascio scegliere al lettore; ti catapulta in un saliscendi di emozioni in continua variazione e quando ti sembra di aver capito tutto, la situazione si capovolge e ritorni sulla giostra.

2. Da dove nasce l’ispirazione che ti ha spinto a scrivere questo thriller così spietato?

La storia è nata per caso, come la maggior parte dei miei libri, anche se la prima ad aver preso vita è stata la protagonista e con un personaggio come Terry Brooke ci voleva necessariamente una storia altrettanto forte. Per il resto mi sono lasciata inizialmente influenzare dalla mia paura dei clown e successivamente trascinare dal lato folle e spietato della mia personalità, il lato oscuro che risiede in ognuno di noi, nel mio caso lo lascio sfogare tra le pagine dei miei libri.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Sicuramente che in tutti noi c’è sia il bene che il male e spesso è la vita che funge da ago della bilancia. Inoltre il villains (usando il termine disneyano) è spesso il personaggio più amato perché terribilmente imperfetto e di conseguenza più comprensibile per l’animo umano, per questo ho spesso inserito i pensieri del killer ed è per questo che alla fine de “La Giostra dei Clown” anche se il lettore aveva palesemente notato alcuni indizi sparsi fra le pagine, resta comunque sconvolto non solo dall’esito ma anche e soprattutto dalla sua non accettazione della realtà dei fatti, perché durante la lettura si è in qualche modo inevitabilmente “legato” all’antagonista.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Certamente! È quasi impossibile per uno scrittore che si appresta a rileggere la sua opera dopo un po’ di tempo non volerla cambiare. Ma farlo sarebbe a mio parere un errore, ogni libro ha il suo tempo ed è il frutto di ciò.

5. Se Daniela E. dovesse utilizzare tre aggettivi per definire “La giostra dei clown”, quali userebbe?

Singolare. Accattivante. Empatico.

6. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Se si ama il thriller splatter non può mancare la lettura di questo libro, credo che utilizzando una scrittura semplice e scorrevole sono riuscita a ricreare e far immedesimare al meglio il lettore, che si ritrova catapultato come in una sorta di realtà virtuale ad assistere agli omicidi, passando dalla mente della vittima a quella del serial killer fino a quella dell’Ispettrice che svolge le indagini. Ovviamente non deve mancare uno stomaco piuttosto forte.

7. Daniela E. ha nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

In realtà sto scrivendo ben due libri: una raccolta di racconti horror e il secondo libro della serie di Terry Brooke, quindi una sorta di libro due de “La Giostra dei Clown” anche se la storia e le situazioni saranno ben diverse. Ad ogni modo non ho nessuna intenzione di anticipare nulla (risata malefica).

8. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Quest’anno in particolar modo ho notato che rileggendo a distanza di anni alcuni libri, rifletto diversamente su alcune situazioni. Con “Shining” di Stephen King, ad esempio, mi sono ritrovata quasi a sorvolare sulla storia e ad approfondire il senso di quella “luccicanza” che sembra croce e delizia dei personaggi.

9. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Tutti i libri valgono la pena di essere letti, anche semplicemente perché sono stati scritti; per ogni lettore esiste un libro e di conseguenza ciò che non colpisce me può essere il libro della vita per qualcun altro e viceversa.

10. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Se nessuno l’ha mai fatta, vuole dire che a nessuno interessa la risposta… le uniche domande che tendo a fare a me stessa sono quelle che generalmente si fanno davanti ad uno specchio, da soli.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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