Intervista scrittrice Janette Lart

Intervista a Janette Lart autrice libro "Quei fiori".
Janette Lart
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista la scrittrice Janette Lart autrice del libro “Quei fiori”

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “Quei fiori”, cosa diresti?

E’ un romance, un genere di narrativa rosa che spesso viene considerato leggero. Il senso di “Quei fiori” è l’amore, inteso anche come amicizia, rapporti familiari, comunità costruttiva. E’ l’interrogarsi sul senso della vita, sulla realizzazione della carriera per le donne, su come lasciare le nostre orme su questa terra, su come la natura possa avere un effetto benefico sul nostro animo, sulle scelte lavorative basate sulla propria vocazione. Tutta roba leggerissima!

2. Da dove nasce l’idea che ti ha spinto a raccontare una storia che al tempo stesso parla di dolore, di amicizia e di rinascita?

La cornice, il negozio di fiori, è senza dubbio un contesto a me favorevole in quanto amo le piante, mi fanno stare bene. L’intreccio è una mia invenzione che ha preso corpo man mano che scrivevo. Non sono partita da una struttura narrativa prestabilita, ma da un luogo dove le storie, più o meno sviluppate, nascevano e scaturivano.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

L’amore trionfa sempre sul dolore, sulla perdita, sulla distruzione e sulla morte. L’amore per noi stessi ci rende migliori con gli altri e non importa se disseminiamo errori, incertezze o se talvolta facciamo scelte sbagliate, se poi torniamo a noi, alla realizzazione della nostra felicità, senza legarla ad una soddisfazione temporanea.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

In realtà l’opera ha partecipato al concorso letterario “R come Romance” con un altro titolo, “Anche i cactus hanno petali”, classificandosi al primo posto come miglior protagonista femminile. Prima di pubblicarlo ho voluto semplificarlo e migliorare qualche poesia all’interno. Probabilmente avrei aggiunto una recensione, quella manca proprio all’interno del libro.

5. Se Janette Lart dovesse utilizzare tre aggettivi per definire “Quei fiori”, quali userebbe?

Romantico, singolare, fragrante, come i fiori.

6. Cosa hai pensato quando hai messo il punto a questa storia?

Ero insicura perché avevo scritto un romance che si discostava dal tradizionale schema della narrativa rosa e lo stavo pure spedendo ad un Concorso, ma a me piaceva così e a quanto pare è piaciuto anche alla giuria. Ho sempre pensato di essere più adatta alla poesia.

7. Perché Janette Lar creda si debba leggere il suo romanzo?

Credo per poter ritornare al sapore di buono, semplice e genuino, che abbiamo a portata di mano, ma preferiamo solitamente qualcosa di nuovo, popolare, che faccia tanto chiasso.

8. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Ho appena finito un fantasy per i giovanissimi che sarà pubblicato dalla casa editrice Il Filo di Arianna. Il setting è il mondo sottomarino sul quale mi sono ben documentata. E’ stata un’esperienza emozionante.

9. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

Ho letto volentieri un saggio sulla Poesia di un autore francese, Christian Bobin, che è riuscito a definire le bozze di pensiero nella mia testa. La poesia viene intesa come una via di conoscenza immaginativa sulla realtà al di fuori delle ideologie e delle categorizzazioni. La poesia in effetti non è ornamento del reale, ma un nuovo significato del reale che si manifesta, non è un mondo a parte.

10. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Non si dovrebbero leggere i libri imposti. La lettura se non è libera non diventa conoscenza, ma una triste esperienza che ci allontana sempre più. Il libro è l’opportunità di fare nuove scoperte, di far fare a noi quelle scoperte. L’obbligo della lettura dimezza il potenziale che un libro ha di farsi scoprire. Mi capitava prima di regalare copie dei miei libri a familiari ed amici, ma solo pochi le leggevano, così adesso regalo un libro a chi me lo chiede, a chi ha questa sete.

11. Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Perché scrivi? Per raccontare il mondo dietro l’ovvio, perché i miei occhi colmi della bellezza traboccano, perché la mia bocca di fronte al male non può tacere, per dire a tutti che quell’orizzonte è un’infinita possibilità di cambiamento, che non ci sono persone, ma azioni sbagliate, perché anche se siamo un soffio di vita in questa immensità, sarà un soffio di libertà e non di scoramento.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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