Intervista scrittrice Nunzia Caricchio

Intervista a Nunzia Caricchio autrice del libro "La porta semichiusa".
La porta semichiusa di Nunzia Caricchio
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La redazione del sito Recensione Libro.it intervista la scrittrice Nunzia Caricchio autrice del libro “La porta semichiusa”

1. Dovendo riassumere in poche righe il senso del tuo libro “La porta semichiusa”, cosa diresti?

La violenza di genere è una piaga che, ancora oggi, nonostante l’età evoluta del mondo, definiamola così, affligge la società. Una società divisa, cieca e, per moltissimi versi, sorda. Raccontare in maniera cruda, schietta, le varie sfumature che rappresentano la violenza, come la pedofilia, la violenza assistita, il ruolo della donna all’interno della società, è il senso del mio romanzo.

2. Da dove nasce l’ispirazione per questa storia di violenza domestica e delle sue conseguenze?

L’idea della storia nasce dai resti di un passato che non vuole restare tale; ma anche da un episodio a cui ho assistito: dopo l’ennesima violenza, mi sono resa conto che la protagonista ero io. Era come se stessi assistendo alla mia lenta morte, impotente. Ero così arrabbiata. Decisi di trasformare quella rabbia in qualcosa di creativo che potesse aiutare altre donne, e non incanalarla verso qualcuno che non meritava nemmeno la mia attenzione.

3. Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?

Scrivo per essere libera, per sentirmi libera di dar voce alla verità, quella verità che non tutti hanno la capacità di ascoltare. Scrivo perché voglio raccontarla attraverso le parole, confidando in quei pochi che hanno il coraggio di leggerla… di leggermi.

4. C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al libro, quando lo hai letto dopo la pubblicazione?

Sì. Avrei voluto inserire qualche scena che facesse emergere la violenza psicologica economica. Molti uomini abusano della donna psicologicamente privandole della loro libertà economica. È un altro aspetto della violenza di cui non si parla.

5. Se Nunzia Caricchio dovesse utilizzare tre aggettivi per definire “La porta semichiusa”, quali userebbe?

Toccante. Diretto. Coraggioso.

Seconda parte intervista

6. Cosa hai pensato e provato quando hai messo il punto a questa storia?

Temevo che non sarebbe mai stato pubblicato, perché non tutti si assumono il rischio di trasmettere messaggi chiari che riguardano temi delicati e importanti. Però, ho anche pensato di essermi liberata.

7. Mentre scrivevi la storia, hai mai pensato al pubblico a cui ti stavi rivolgendo e a come avrebbero reagito?

Assolutamente sì. Uno scrittore, quando scrive, deve avere bene in mente a quale pubblico rivolgersi. Oggi, a distanza di quasi due mesi dalla pubblicazione, posso dire di aver ricevuto reazioni positive; anzi, non credevo di ottenere consensi e di suscitare interesse. Ho sempre pensato che la storia avrebbe disturbato.

8. Perché credi si debba leggere il tuo libro?

Io vorrei solo che si leggesse perché così si possa conoscere un lato di mondo che viene occultato. La donna lotta da anni per rivoluzionare il proprio ruolo e vedersi al pari dell’uomo; non voglio fare discorsi sul femminismo, vorrei solo che le persone leggano il mio libro per accettare una verità che spaventa.

9. Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, ho davvero tanti progetti. Forse dovrei frenare l’entusiasmo, ma non ne posso fare a meno: amo scrivere, ne ho bisogno.
Sto scrivendo il terzo romanzo; anzi, lo sto strutturando. Vorrei che fosse più maturo e consapevole.

10. Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

“Liberati della brava bambina”, Harper Collins, di Andrea Colamedici e Maura Gancitano. Quel libro mi ha fatta sentire capita, mi ha dato risposte.

11. Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Nessun libro. Sono dell’opinione che si debbano leggere libri buoni e libri cattivi.

12. Adesso è arrivato il momento per porti da sola una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Nunzia Caricchio, se non avessi vissuto il tuo passato, avresti comunque indirizzato la tua vita verso la scrittura, avresti scritto dello stesso tema?
Sì. Il mio passato è solo un tocco in più per emozionare. Scrivo prima ancora di aver vissuto determinate cose. Non posso fare a meno di scrivere, sento che è qualcosa che mi porto sin dalla nascita.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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