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Recensione Libro.it intervista Sertorio Martorelli autore del libro Roma di ieri e di oggi

Intervista allo scrittore Sertorio Martorelli.
L'ascensore
Recensione Libro.it intervista Sertorio Martorelli autore del libro Roma di ieri e di oggi

Prezzo: € 16,00

Intervista allo scrittore Sertorio Martorelli

1) Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro Roma di ieri e di oggi, cosa diresti?

Direi che il romanzo nasce con l’obiettivo di raccontare Roma con le sue bellezze e i suoi annosi problemi attraverso le storie di comuni cittadini che, nel loro vivere quotidiano, ci raccontano anche gli eventi storici, di cronaca o di costume da cui vengono lambiti. Con una sorta di dissolvenza, a partire dai nostri giorni ci si cala nella vita quotidiana della Roma del 1600 per poi tornare, con un procedimento inverso, ai nostri giorni, così da poter confrontare anche le analogie e le problematiche attinenti ai due periodi storici.

2) Da dove nasce la voglia di raccontare Roma con i suoi pregi e difetti, con i suoi lati affascinanti e le sue tante oscurità, una città che si trasforma ma resta sempre la stessa?

La voglia, quasi un’esigenza, nasce dall’amore per questa città “eterna” che vedo sempre più oltraggiata e deturpata dai nuovi barbari.

3) Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare loro?

Vorrei che familiarizzassero con la Roma di ieri e sentissero il filo conduttore che ci lega alla città del passato per sentirla più viva e rispettarla, amarla e per consegnarla alle generazioni future che vi possano riconoscere le loro radici.

4) C’è qualcosa che avresti voluto aggiungere al romanzo quando l’hai letto dopo la pubblicazione?

No. Aggiungere altro, sollecitato dai molti spunti che la “città eterna” offre, mi sembrava che potesse pregiudicare la snellezza del romanzo

5) Se Sertorio Martelli dovesse utilizzare tre aggettivi per definire Roma di ieri e di oggi, quali userebbe?

E’ difficile per me che ho scritto il romanzo rispondere a questa domanda. Posso riferire, però, alcuni degli aggettivi che i lettori mi hanno comunicato per mezzo dei social. Intrigante, curioso, documentato.

6) Perché credi che si debba leggere il tuo libro?

Io ho voluto comunicare il mio amore per la città e il raccontare le storie di vita quotidiana, che si intrecciano nella Roma del 1600 e in quella di oggi, spero che possa essere utile ai cittadini e ai turisti per vivere la città con maggior coinvolgimento.

7) Hai nuovi progetti? Stai scrivendo un nuovo libro? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, ho in progetto di scrivere un altro libro di narrativa, ma, per ora, tale progetto è in fase di sviluppo.

8) Qual è il romanzo che hai letto e ti ha più colpito emotivamente in quest’ultimo anno?

“Il Manoscritto” di Steven Greenblatt.

9) Quale libro non consiglieresti mai a nessuno?

Si legge così poco che non mi permetterei di sconsigliare alcuna lettura a nessuno. Leggere fa bene comunque anche per poter affinare le proprie scelte.

10) Adesso è arrivato il momento per porti da solo una domanda che nessuno ti ha mai fatto, ma a cui avresti sempre voluto rispondere…

Perché nel sottotitolo hai messo il punto interrogativo all’aggettivo “eterna”? Perché, visto il degrado della città, l’aggettivo “eterna” diventa sempre più difficile da accostare alla città.

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