L’amore brucia come zolfo di Lucia Maria Collerone: recensione libro

Una lucida follia, in cui Cecilia decise di sprofondare lentamente, portando con sé anche l’uomo, il quale non riuscì a salvarsi dal salto nell’inferno. Un discendere misurato e faticoso nell’ingresso di una miniera, fino al centro della terra, nelle viscere di Lucifero. Il discorso fu chiuso definitivamente. La loro vita d’amanti riprese presto e Cecilia ritornò in forma perfetta in poco tempo.
L’amore brucia come zolfo di Lucia Maria Collerone: recensione libro

Trama, recensione e commento libro L’amore brucia come zolfo di Lucia Maria Collerone

In questo romanzo, L’amore brucia come zolfo di Lucia Maria Collerone, come dice bene l’editore si rincorrono due Sicilie.

L’una è quella opulenta, crassa, orgogliosa di sé e dei propri secoli di storia: quella del suo sommo cantore Tomasi di Lampedusa, messa in scena nel secondo dopoguerra dalla vivida immaginazione di Visconti (e dell’indimenticabile Piero Tosi). E un’altra, quella dei vinti, quella dei Malavoglia, dell’altrettanto sommo Verga, che ipostatizza nel giovane Rosso Malpelo tutta la voglia di riscatto, di rivincita, di libero arbitrio, che la prima Sicilia soffoca da sempre.

L’autrice Lucia Maria Collerone ci tiene a precisare da subito che ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale ma chi in Sicilia c’è nata e cresciuta sa bene che questa potrebbe essere una storia terribilmente vera.

Trama libro L’amore brucia come zolfo di Lucia Maria Collerone

L’amore brucia come zolfo già dal titolo ci ricorda l’Ottocento delle zolfatare nissene, la miniera in questione è quella di Trabonella. Tristemente passata alla cronaca per i tanti incidenti. Raccontata già da altri scrittori siciliani, è un luogo al contempo di morte per chi ci lavorava, soprattutto i “carusi”, e ricchezza invece per il proprietario.

Roberta Gelsomino

Questo libro ci ricorda anche e soprattutto l’amore, come spesso lo abbiamo letto nei romanzi di Verga, quello che brucia nel cuore di donne promesse non ai loro innamorati o a donne popolane seconde sempre alle mogli ricche e nobili.

Questa volta però Cecilia, la protagonista creata dalla Collerone, è bella, passionale, coraggiosa, sfugge a ogni compromesso e pregiudizio.

Cecilia preferisce diventare una prostituta invece che sottomettersi alla protezione di un uomo che non ama. La storia di Cecilia, forse in parte inventata, è al centro di una storia vera ambientata nell’entroterra minerario della Sicilia di fine Ottocento.

Un periodo in cui lo sfruttamento e la miseria delle famiglie degli zolfatari che si vedono costretti a mandare a lavorare anche i figli più piccoli per un tozzo di pane, contrasta con la decadenza della nobiltà borbonica che ha perso quasi tutto e che deve lasciare il potere in mano ai nuovi arricchiti, i proprietari delle zolfare.

Commento libro

L’autrice Lucia Maria Collerone, con grande abilità, descrive in maniera vivida paesaggi, personaggi e situazioni. Da buona siciliana lascia a quel destino a volte infame a volte dignitoso il dipanare della storia, anzi delle storie, che in maniera circolare hanno un fine e un inizio simile.

Un romanzo che ho apprezzato molto non solo perché amo il genere storico e L’amore brucia come zolfo rappresenta alla perfezione questo canone, ma soprattutto perché è un romanzo intenso e coinvolgente che descrive un’epoca che amo e soprattutto la terra che ho nel cuore.

Recensione libro di Milena Privitera

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