Recensione Libro L’Inferno

Seguì l’attesa e l’intorpidimento e tutti noi a forza di guardarli, muri soffitti ed ogni arredamento, potevasi a memoria rammentarli per quanta vita ancor ci rimanëa.
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Recensione Libro L’Inferno

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Di cosa parla L’Inferno di Marco Maria Orlandi

L’Inferno di Marco Maria Orlandi fa venire, inevitabilmente, in mente dal titolo Dante, ma c’è molto di più di questo. Prima di tutto lo scrittore ci tiene a precisare alcune cose. Che si usano vocaboli dell’italiano antico, facendo riferimento il periodo dal ‘200 al ‘400, in particolare il tempo di Dante.

Che il suo libro, L’Inferno, non è un’opera di contenuti, ma ha l’obiettivo di far esplorare il contenente, quindi ciò che conta non è attirare il lettore sul ‘cosa si è voluto dire’ ma al ‘come lo si è detto’.

Dopo queste puntualizzazioni passiamo a leggere il testo e ci accorgiamo che partendo dal famoso verso rivisitato “Nel mezzo del cammin di nostra vita”, Orlandi ci fa addentrare nel suo personale Inferno.

Il ritmo incalza, la metrica dà una musicalità che fa leggere quasi d’un fiato i versi della prima parte del libro. Ed è evidente da subito che la precisazione fatta dallo scrittore nella premessa, riassume perfettamente il fulcro dell’opera.

Si resta rapiti dal linguaggio, seppur non facilissimo, che richiede particolare attenzione. Si viene trascinati dal suono che producono le parole, e l’obiettivo di condurre a esplorare il lessico dei tempi di Dante è centrato appieno.

Oltre

Tante note a piè di pagina fanno in modo che il testo, a volte ermetico, diventi più comprensibile. Man mano che si prosegue nella lettura ci si rende conto che realmente non ha tanta importanza la trama, che diventa secondaria, né ciò che Marco Maria Orlandi ci sta dicendo, ma il modo in cui lo fa.

La prosa travolge, con onde a tratti accennate, altre enormi che si propagano creando vibrazioni. A volta L’Inferno di Orlandi può spiazzare, quando dei termini in disuso si collocano tra noi e la comprensione, ma lo scrittore è attento a renderci il testo chiaro e lineare.

Il lettore si troverà a vagare con il protagonista, l’io narrante, in un ospedale, in cui l’uomo è ricoverato e dove incontrerà altri pazienti, medici e persone pieni di vizi.

Il concetto dei gironi dell’Inferno di Dante è così riportato e le metafore danno adito a interpretazioni varie ed eterogenee.

In controtendenza allo spirito degli scrittori moderni che forniscono maggiore importanza e rilievo al concetto, in questo scritto ritroviamo la centralità della forma, dell’estetica, del ritmo.

Un giovane lettore, potrebbe trovare complessa l’idea di abbandonarsi a una lettura così distante dal linguaggio odierno, ma L’Inferno di Orlandi è un buon modo per capire un testo antico e al contempo trovare più facile lasciarsi andare alle parole di Dante.

Inoltre il libro è ambientato ai giorni nostri, ritrae scene molto vicine a noi, seppur con un linguaggio ricercato e del tempo passato, ma usando ironia e freschezza d’intenti.

Questo libro è un progetto davvero interessante, innovativo, complesso, che parte da un’idea geniale e mostra grandi capacità linguistiche e di stile dell’autore.

L’Inferno di Orlandi è consigliato in particolare a docenti e studenti, ma anche a lettori con un palato sopraffino che vogliono immergersi in un’opera diversa dal solito.

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