Recensione Libro “L’inventore di sogni” di Ian McEwan

Trama Una favola per grandi e piccini sulla necessità di sognare e interpretare diversamente la vita.
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Di cosa parla “L’inventore di sogni” di Ian McEwan

Nel 1993 lo scrittore Ian McEwan ha pubblicato “L’inventore di sogni” un breve libro per bambini. Una storia che per quanto si presenti nella sua veste semplice, nasconde tanti significati tutti da interpretare.

Peter, il protagonista de “L’inventore di sogni”, è un bambino difficile, così dicono i grandi, un bambino che sogna continuamente. Durante uno dei suoi giochi immagina di far scomparire la sua famiglia. Inventa le sue fantasie per distrarsi dalla noia o semplicemente per giocare come fanno tutti i bambini. Con una pomata che fa svanire le cose, immagina di poter cancellare tutto ciò che desidera, come la pelliccia di un gatto per poi immedesimarsi nell’animale.

Lo scrittore Ian McEwan attraverso questa favola riesce a far immedesimare un bambino in realtà che a lui dovrebbe essere lontana, poiché appartenente al mondo degli adulti.
Grazie al piccolo inventore di sogni, il lettore potrà non solo sognare guardando la realtà attraverso lo sguardo fantasioso di un bambino, ma potrà anche porsi domande che riguardano l’esistenza e l’aldilà.

Tutto quello che sembra voglia fare il protagonista de “L’inventore di sogni” è evadere dalla realtà, costruirsi un mondo immaginario bizzarro che piacerà ai più piccoli ma anche agli adulti. Il suo gioco diventa però fonte d’ispirazione per i grandi che possono perdersi nelle loro riflessioni sul mondo.

Iam McEwan ha trovato il modo per mostrare come il sogno possa essere un’evasione, ma al tempo stesso darci una chiave di lettura alternativa della vita di tutti i giorni, per meglio interpretare il quotidiano.

Quarta di copertina del libro di Iam McEwan

Un bambino sogna a occhi aperti e immagina di far sparire l’intera famiglia, un po’ per noia e un po’ per dispetto, con un’immaginaria Pomata Svanilina; oppure sogna di poter togliere al gatto di casa la pelliccia, di farne uscire l’anima felina e di prenderne il posto, vivendone per qualche giorno la vita, soltanto in apparenza sonnacchiosa; oppure sogna che le bambole della sorella si animino e lo aggrediscano per scacciarlo dalla sua camera… Fin dalle prime pagine di questo libro ritroviamo il consueto campionario di immagini perturbanti che sono un po’ il “marchio di fabbrica” di McEwan.

Specialmente nella prima stagione della sua narrativa l’autore britannico ci aveva abituato a profondi e terribili scandagli nel microcosmo della famiglia, e in quei mondi chiusi e violenti i bambini e gli adolescenti giocavano sia il ruolo delle vittime e sia quello dei carnefici. Ne “I’inventore di sogni” McEwan ritorna sul luogo del delitto, ma lo fa con un tono e uno spirito completamente diversi, scegliendo il registro sereno e sdrammatizzante per definizione: quello del “racconto per ragazzi”.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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