Zetafobia
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Recensione libro “L’invenzione dell’inverno”

È la sensazione opposta: dell'inverno come stagione magnetica e misteriosa nella quale il vagabondo viene sospinto per il suo stesso bene, per la purificazione e il perfezionamento della sua anima.
Recensione libro “L’invenzione dell’inverno”

Prezzo: € 17,00

Di cosa parla L’invenzione dell’inverno di Adam Gopnik

L’invenzione dell’inverno è un saggio di Adam Gopnik, scrittore canadese collaboratore del The New Yorker, pubblicato dalla casa editrice Guanda. L’opera di Gopnik analizza come la concezione di inverno sia cambiata nell’arco del tempo e l’influenza esercitata su tale percezione da scrittori, pittori e artisti di ogni genere.

Gopnik mostra come, prima del 700, l’inverno fosse percepito come una vera sciagura, in contrapposizione alla bellezza dei mesi caldi. Del resto, gli elementi che caratterizzano questi due estremi fanno naturalmente propendere verso l’estate: la bella stagione ricca di sole, luce e calore, difronte alla sensazione di freddo, buio e costrizione.

L’invenzione dell’inverno mostra come gli scrittori, i poeti e i pittori mutano la loro visione dell’inverno dal settecento in poi. L’autore associa questa nuova percezione della stagione fredda al fatto che, gli uomini di questo secolo, possono guardare l’inverno avvolti nel caldo e confortevole abbraccio di case riscaldate. Prima di allora, infatti, non era possibile avere un impianto di riscaldamento domestico.

Eliminata la componente di assideramento che l’inverno si portava dietro, nasce la possibilità di vivere anche i mesi invernali. Non è più necessario aspettare l’estate per tornare all’aperto: l’inverno, quindi, non è più una tediosa stagione da vivere con angoscia, sperando soltanto che passi in fretta. I mesi più rigidi si riempiono di opportunità come attraversare le città in slitta, o sfoggiare nuovi abiti alla moda tipici dell’inverno.

Goethe, Dickens, Coleridge, Vivaldi: l’autore attinge alle opere di grandi artisti provenienti da tutto
il mondo e vissuti in epoche diverse per isolare la nuova concezione dell’inverno. Il rinnovato approccio alla stagione fredda non è soltato una moda artistica ma, come evidenzia Gopnik, è una mutazione sociale che trasborda nell’arte.

Adam Gopnik propone un saggio ricco e interessante, che si fa leggere nonostante la complessità dell’argomento. Il lavoro di ricerca alla base di L’invenzione dell’inverno è davvero notevole e la bravura di Gopnik sta soprattutto nel mettere a servizio del lettore la grande quantità di informazioni che egli stesso a raccolto, con un linguaggio e una narrazione amichevole, interessante e molto godibile.

Leggendo L’invenzione dell’inverno si ha l’impressione di trovarsi a fare una chiacchierata con l’autore sull’argomento, magari davanti ad un caminetto, mentre fuori una soffice neve imbianca il selciato.

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