Il canto di Lucifero

Recensione libro “La città dei vivi” di Nicola Lagioia

Citazione “Nessun essere umano è all’altezza delle tragedie che lo colpiscono. Gli esseri umani sono imprecisi. Le tragedie, pezzi unici e perfetti, sembrano intagliate ogni volta dalle mani di un dio. Il sentimento del comico nasce da questa sproporzione.”
La città dei vivi
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Trama e recensione libro “La città dei vivi” di Nicola Lagioia

“La città dei vivi” di Nicola Lagioia è un ritratto struggente della realtà che spesso ci troviamo a vivere.
Un romanzo che racconta un fatto di cronaca avvenuto pochi anni fa, di cui molti avranno memoria. Un evento tragico che ha mosso le coscienze di molti, che si sono interrogati sulla natura umana, la follia delle persone e il significato della parola colpa.

Nicola Lagioia ha sicuramente letto tra le righe di un omicidio spietato e senza alcun senso, non che solitamente ci siano valide ragioni.

Raines Quest - Simone Giusti

Questo evento di cronaca nera di cui Lagioia ci narra coinvolge la Roma bene. In particolare “La città dei vivi” affronta il delitto dei giovani Manuel Foffo e Marco Prato ai danni di Luca Varani.

L’omicidio avvenne nel 2016 dopo aver perpetuato per ore delle torture indicibili al povero Varani. Dalle ricostruzioni si seppe che non vi era alcun movente e fu quello a rendere ancora più tragico l’omicidio.
Ma passiamo al romanzo, che riporta in maniera fedele alcuni fatti, mentre costruisce retroscena, personaggi e alcune storie per rendere più completa la vicenda.

Recensione libro “La città dei vivi” di Nicola Lagioia

Manuel è un ragazzo con poche ambizioni, forse segnato dal giudizio degli altri. Un giovane allo sbando, che ha deluso le aspettative dei suoi genitori. Mentre si dirige a un funerale dello zio assieme alla famiglia, si confida con il padre dicendo di aver ucciso una persona.

Dopo lo sconcerto iniziale del padre che non crede alle sue parole tanto assurde, l’uomo inizia a credergli, ma immagina si possa essere trattato di un incidente. Questo fino a quando non deve affrontare la verità.

Manuel ricorda poco di quello che è accaduto, non riesce a ricostruire quei giorni tremendi, dice di non conoscere la vittima.

Nel frattempo il suo complice, Marco, ugualmente responsabile dell’accaduto, ha appena tentato il suicidio. Lui che ha sempre vissuto un’esistenza sregolata, che ama vestirsi da donna e ha rapporti fisici con Manuel sembra non reggere. A un certo punto uno dei due sembra vittima dell’altro, delle sue manie, del suo carattere determinato.
Manuel ha più paura di essere giudicato omosessuale che accusato di omicidio.

I due, poco più che conoscenti, annoiati dalla loro vita, decidono di prendersi gioco di qualcuno. Non trovano un modo normale per riempire il loro tempo e iniziano a tessere una trama assurda.

Tra alcool, droga e incontri strani decidono di scegliere a caso le loro “vittime” sul cellulare. Invitano a casa di uno dei due il prescelto, ma ad accettare sono in pochi e riescono a uscirne sulle proprie gambe. Luca Varani, invece, pagherà con la sua vita la scelta di aver accettato l’invito attirato dai soldi che gli sono stati promessi.

E viene da chiedersi se tutti quelli che hanno rifiutato si sono salvati, se sarebbero state loro le vittime.
Nicola Lagioia viene incaricato di seguire la storia per scrivere un pezzo e in un attimo si trova coinvolto, quasi ossessionato dall’omicidio, dai motivi celati che non si trovano, dall’insensatezza del gesto, dalla depravazione dei protagonisti.

Cade nella trappola, alla ricerca di una verità che non può esistere quando è un gesto folle ad aver mosso i carnefici.

Commento libro di Nicola Lagioia

Il lettore dal primo momenti si identifica con la vittima e non con il carnefice, è così dalla notte dei tempi e non cambierà. Il male che alberga nell’uomo, la fragilità e l’incapacità di giudizio in alcune situazioni lasciano il posto alla follia. E nessuno vuole averci a che fare.

Sembra essere stati preda della follia i due colpevoli, che oltre a uccidere un innocente come fosse tutto un gioco, hanno rovinato la vita di molte persone. La loro, quella dei loro familiari, quella dei genitori della vittima. Tutto per noia, per aver usato droga e alcool, per aver avuto la necessità di inscenare un horror tremendo, un crimine tra i più efferati degli ultimi anni.

Nicola Lagioia, ne “La città dei vivi” ricostruisce perfettamente fatti, personaggi e ambientazioni. Roma sembra essere spettacolare e spettrale, pericolosa e accogliente.
Utilizza articoli di giornale, ricordi e le voci di chi è stato coinvolto direttamente o indirettamente nell’omicidio per creare una storia perfetta nella sua imperfezione.

Alla fine sono tanti i dubbi che restano è così facile capire di chi è la colpa? O chi sono i responsabili? Cosa si nasconde nelle profondità dell’uomo? Quanto male alberga nell’uomo che non sa gestire istinti primordiali? Chi siamo e chi diventeremo?

“La città dei vivi” è un libro emotivamente complesso, che spiazza, che lascia l’amaro in bocca per ciò che racconta degli uomini. Un’opera che in alcuni casi sembra un lungo articolo di giornale, che in altre appare come un’indagine, che solo raramente ci appare come un romanzo, nonostante i fatti narrati sembrino delle trame di libri.

Lo scrittore riesce a tenere viva l’attenzione su vari temi, a sollevare domande e porta il lettore a voler approfondire l’argomento cercando informazioni su internet.

Il libro è considerato da molti tra i migliori del 2020. La storia è inquietante e alcuni lamentano una mancanza di empatia tra il lettore e i protagonisti, ma anche tra il lettore e lo scrittore. Sicuramente si crea un buon feeling con Roma, nel bene e nel male, che diventa poesia di sottofondo anche quando le parole sono crude o di denuncia.

Finisco la recensione con questa citazione tratta dal libro “La città dei vivi”.

“Cosa pensare tuttavia di se stessi quando, nonostante la buona volontà, e addirittura il coraggio di passare all’azione ci si sorprende ad amare ciò che fino a poco prima ti avvelenava il sangue? Forse eravamo talmente abituati al disastro da non potercene staccare? Ne facevamo parte? Ci sono le città dei vivi, popolate da morti. E poi ci sono le città dei morti, le uniche dove la vita abbia ancora un senso.”

Dello stesso autore puoi leggere la recensione del libro “La ferocia”, pubblicato dalla casa editrice Einaudi.

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Voto libro 4 su 5
Recensione scritta da

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