Zetafobia
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Recensione Libro La figlia femmina

«Dio almeno mi crede». «Tutti ti crediamo». «Tu non mi crederesti mai». «A cosa non dovrei credere, Maria?». «Che io sono un diavolo». «Tu sei un angioletto, sei una bimba». «Non è vero. Io il diavolo ce l’ho qua». Si alzò in piedi e si indicò il petto. «Ma non lo so chi ce l’ha messo, ci sono nata così». Andai verso di lei e l’abbracciai, sollevandola da terra. «Stai soffrendo come soffriamo tutte. Forse di più». Abbracciandola sentivo che tremava da capo a piedi. Poi scoppiò in un pianto, il primo dalla morte del padre. Le carezzai la fronte, caldissima come se scossa da una febbre improvvisa.
Recensione Libro La figlia femmina

Prezzo: € 4,99

Di cosa parla La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato

Il romanzo di esordio di Anna Giurickovic Dato, La figlia femmina (Fazi Editori, 2017), appena pubblicato, si preannuncia già un bestseller da non perdere.

Anna Giurickovic Dato è una voce femminile giovane ma potente in campo letterario, si è già fatta conoscere e si è già affermata con alcuni racconti: Polimena Polimena, con cui si è aggiudicato nel 2012 il primo posto nella classifica del concorso Io, Massenzio e Ogni pezzo di sé, con cui è stata finalista nel 2013 al Premio Chiara Giovani.

La figlia femmina si svolge tra Rabat e Roma e racconta di Maria, bambina speciale, che ha un rapporto intimo con suo padre Giorgio. La storia è raccontata in prima persona da Silvia, madre di Maria, moglie di Giorgio, che non comprende gli strani comportamenti della figlia e la malattia di cui soffre il marito.

Quando Giorgio muore inspiegabilmente, poiché sembra si sia sporto troppo da una finestra, madre e figlia lasciano Rabat e si trasferiscono a Roma. Maria trascorre le notti in bianco, passeggiando per il corridoio buio e, “senza avere consapevolezza del rapporto che c’è tra il suo corpo e lo spazio, sbatte sui muri e fa rumore. A volte si fa male e impreca”.

Non ha amicizie, non vuole frequentare una scuola, si rivolge sempre con cattiveria contro la madre. Silvia non sa come affrontare questa situazione e quando s’innamora di Antonio, organizza un pranzo per presentare il compagno alla figlia. Il pranzo risveglierà antichi drammi. “Maria è davvero innocente, è veramente la vittima del rapporto con suo padre? Allora perché prova a sedurre per tutto il pomeriggio Antonio sotto gli occhi annichiliti della madre? E la stessa Silvia era davvero ignara di quello che Giorgio imponeva a sua figlia?”.

Commento al libro La figlia femmina

La figlia femmina è un romanzo forte che ribalta molte certezze: “le vittime sono al contempo carnefici, gli innocenti sono pure colpevoli”. È un romanzo psicologico che narra con realtà di situazioni e crudezza stilistica delle relazioni interpersonali all’intero di una famiglia dove il silenzio, i conflitti, l’incesto e l’ambivalenza hanno delle profonde ripercussioni sulla giovane vita di Maria.

Maria, a causa del suo vissuto, si trasforma in una moderna Lolita, ma la sua sfrontatezza nei rapporti con gli uomini è solo apparente; di fatto, è una giovane che ha perso la sua innocenza con il padre e non sa con chi parlarne. Silvia, invece, è una donna che troppo tardi si rende conto della sua incapacità di difendere la figlia e di avere accettato un marito così violento passivamente.

Anna Giurickovic Dato ne La figlia femmina racconta, scandagliando i lati più oscuri dell’animo umano, il rapporto madre/figlia in maniera intima, profonda. Giorgio e Antonio appaiono perversi, aggressivi, malati, depravati nei sentimenti, ma al contempo sono proprio loro due che escono sconfitti da un romanzo che non puoi leggere se non tutto d’un fiato.

Recensione scritta da Milena Privitera

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