Trama e recensione libro “La signora D” di Alex Bartoli

Citazione “Non mi ha ucciso quando non la conoscevo e le ho offerto l’arma migliore per stendermi, l’ignoranza, non può certo farlo adesso che so con chi ho a che fare.”
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“La signora D” di Alex Bartoli: un libro che racconta di Depressione e di Vita

“La signora D” di Alex Bartoli, libro vincitore del premio internazionale Le Fenici nel 2012, è alla sua seconda edizione, pubblicata nel 2020.

Si tratta di un piccolo libro dalle grandi tematiche, che coinvolge suscitando emozioni forti, spesso contrastanti. In linea con il suo protagonista, il cui carattere ha decine di sfaccettature, che in alcuni casi sono opposte, ma riescono a convivere nella stessa persona.

Questo libro di Alex Bartoli ha la capacità di spronare al pensiero. Non solo quindi emozioni e sensazioni, ma anche riflessioni che cercano una soluzione.

Sono tanti gli interrogativi che si affrontano durante la lettura, domande a cui il lettore cercherà di dare risposta assieme al protagonista della storia. La chiave per comprendere alcune azioni, reazioni e riflessioni sta nel lettore, che dovrà trovare la sua strada interpretativa seppur guidato dalla voce narrante.

Trama libro “La signora D” di Alex Bartoli

Lo scrittore Alex Bartoli ne “La signora D” si racconta, si spiega, si presenta e in alcuni casi si nasconde. Lo fa sempre con onestà, in modo diretto.

Riparte da se stesso dopo essere stato assente, intangibile; si è perso, ha fatto un viaggio, ha preparato le valigie ed è partito di testa. Ecco che comincia la Depressione, una malattia che incute timore, ma a cui poi ci si affeziona anche, come è accaduto al protagonista. Si è creato talmente un legame tra lui e la Depressione, che ha finito per chiamarla La signora D.

Il declino è iniziato senza annunciarsi, con piccoli/grandi avvenimenti che gli hanno stravolto la vita: una ragazza che lo faceva ingelosire, un lavoro pesate, un esame ostico. Ed ecco che si parte con lo stress, che poi trascina giù.

“La Signora D ha trovato terreno fertile. Pessimista e introverso per vocazione, orgogliosamente inadeguato e a disagio in ogni circostanza, con chiunque.”

Da subito lo scrittore riesce a creare il giusto percorso che porta il lettore verso il protagonista e viceversa. Lo fa con sincerità, esprimendo tutti i sentimenti del ragazzo, fragile, ma anche consapevole e coraggioso.

Scalare la montagna insormontabili da soli, quando la malattia è ormai consolidata, è impossibile. Serve aiuto, qualcuno che tenda la mano e ti faccia capire cosa sta succedendo. Bisogna conoscere il nemico che abbiamo di fronte, sempre, soprattutto quando si tratta della Depressione.

Commento libro

Lo scrittore ci fa guardare da dentro questa storia, ce la fa vivere sulla nostra pelle, come se ci riguardasse in prima persona. Non ci sono orpelli, tutto è raccontato così com’è nella realtà per chi affronta questo male, questa malattia, questa maledizione.

Il libro è uno schiaffo in pieno viso, potente, deciso e ci sprona a osservare la vita da diverse prospettive, a capire più a fondo gli altri, a guardare meglio dentro di noi.

Ho trovato questo libro davvero bello, per quanto non facile da digerire. L’irrisolto diventa il problema più grande da affrontare, così come il senso di colpa che ne deriva, l’incapacità in alcuni momenti di rialzarsi. Ma poi La signora D ci fa credere nella luce in fondo al tunnel, quello spiraglio che a volte si immagina, altre si vede, ma c’è sempre.

Morte e vita in questo libro sono due figure che convivono sulla stessa moneta. Quella moneta che se lanciata in alto può cadere da una parte o dall’altra scegliendo il destino di chi è attanagliato dalla depressione. Ma si può tornare a essere di nuovo se stessi, rivedere di nuovo una luce che crei la penombra su di noi e ci faccia tornare a vivere. È questo ciò che ci racconta con partecipazione, amore, rabbia e dolore Alex Bartoli nel libro “La signora D”.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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