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La tregua di Primo Levi: recensione libro

Trama La tregua è il libro vincitore del Premio Campiello 1963.
Il Pasticcio
La tregua di Primo Levi: recensione libro

Prezzo: € 10,20

Trama, recensione e commento libro La tregua di Primo Levi

La tregua di Primo Levi è il primo libro vincitore del Premio Campiello nel 1963. La storia è il seguito di Se questo è un uomo, una sorta di diario in cui lo scrittore racconta la riconquistata libertà dopo essere rimasto per più di un anno nei Lager nazisti.

Trama libro La tregua di Primo Levi

Il libro La tregua racconta tutto il periodo successivo alla prigionia ad Auschwitz di Primo Levi. L’opera comincia con l’arrivo delle truppe russe nel 1945 nel lager in cui si trovava Levi. Nel campo di concentramento erano rimasti in pochi, i malati per lo più.

Nonostante la liberazione, molti di loro muoiono nei giorni successivi, ormai debilitati nel corpo e nell’anima.
Primo Levi  nel libro La tregua parla del suo recupero, dei suoi trasferimenti prima a Cracovia in una caserma di soldati italiani e poi in un campo di raccolta a Katowice. Lentamente l’uomo riesce a riconquistare le forze e fa amicizia con un intraprendente ebreo.

La manovra

Quando la guerra finisce e i tedeschi sono sconfitti, negli ex detenuti si diffonde finalmente la speranza, ma tutti hanno nostalgia della propria casa e della famiglia, che sembrano ancora troppo lontani.

Commento libro

Lo scrittore Primo Levi nel libro La tregua parla del suo viaggio di ritorno, del dolore provato, della lenta rinascita accompagnata, però, da un triste pensiero: che la vita altro non sia che una tregua prima della morte.

Quarta copertina libro di Primo Levi dal sito Amazon

La tregua, seguito di Se questo è un uomo, è considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l’internamento nel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco. L’avventura movimentata e struggente tra le rovine dell’Europa liberata – da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l’Ungheria, l’Austria fino a Torino – si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, e vittime della stessa guerra. L’epopea di un’umanità ritrovata dopo il limite estremo dell’orrore e della miseria.

Il sentiero dei figli orfani

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