L’uomo in rivolta

Citazione “Che cos'è l’uomo in rivolta? Un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice di sì, fin dal suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando.”
L'uomo in rivolta di Camus
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Di cosa parla L’uomo in rivolta di Albert Camus

L’uomo in rivolta è un saggio di Albert Camus edito del 1951 nel quale si compie un’accurata riflessione sulla politica, la storia, la filosofia, la letteratura e l’attualità.

È un’opera che, dal 1953 in poi, segna la rottura collaborativa con l’amico e intellettuale Sartre.

Il titolo L’uomo in rivolta fa pensare a un manifesto storico-artistico dell’autore, ma non è così.

Camus ha il grande merito di saper semplificare formule e problemi del suo tempo compiendo nei suoi scritti un’analisi facile da capire anche per chi non è pratico dell’argomento.

Concetti come: natura, storia, unità e totalità vengono sviscerati partendo dallo studio della civiltà greca. Per i greci la natura corrisponde alla base di ogni cosa, poi in seguito è giunta la fase storica che prende origine dal pensiero cristiano fino ad abbracciare quello hegeliano-marxista.

La natura lascia trasparire quel senso di unità universale, mentre la storia dà corpo alla totalità che ha finito per rovinare ogni cosa, nel mondo.

Camus in questo libro divide attentamente le due realtà che sono complementari l’una a l’altra: la rivoluzione e la rivolta. La rivoluzione corrisponde alla corruzione della rivolta, mentre la rivolta garantisce “l’essere” che stabilisce un legame forte ed essenziale con il “valore”. Rivoluzione e rivolta sono l’una il limite dell’altra.

L’uomo anela la ricerca di un equilibrio perché è attanagliato sempre dall’indifferenza e dall’assurdità del mondo in cui prevale il non-senso. Emblematico è “il mito di Sisifo” che racchiude il nocciolo del pensiero di Camus : “Non c’è amore del vivere senza disperazione di vivere”che ci porta a riflettere sulla caducità della felicità umana.

Come Sisifo era condannato, per l’eternità, a spingere un enorme macigno, così l’autore ci spinge a riflettere sul potere della libertà, della condizione in cui “tutto è possibile” e del saper compiere una scelta.

L’uomo in rivolta di Camus ha, in termini di successo di pubblico, una fortuna intensa e breve perché criticato nei salotti francesi come opera che spinge ad assumere uno schieramento politico di tipo filo sovietico.

Questo libro è intenso, richiede una certa predisposizione all’argomento essendo una lettura impegnativa per quanto sia meno ardua di quanto si possa pensare grazie alla capacità di Camus di semplificare i concetti.

L’uomo in rivolta è adatto a un pubblico esigenze che si interroga sulle questioni della vita e che ama la filosofia.

Recensione scritta da Concetta Padula

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Recensione scritta da

Concetta Padula

Presentazione Concetta PadulaSono nata nel 1978 a Potenza, capoluogo lucano. Ho conseguito la laurea in sociologia presso l'Università degli Studi di Salerno nel 2006. Ho presieduto a vari convegni su: disagi e problematiche adolescenziali nel comune di Anzi (PZ) dove vivo col marito Franco e le mie due figlie: Maria e Ilenia.Negli ultimi anni ho iniziato a collaborare per diversi giornali online.Nel gennaio 2015 ho pubblicato un romanzo breve in formato eBook: "Horror tra le righe".Coltivo la passione per due grandi amori: la scrittura e la lettura.Ecco cosa penso dei libri: "Ogni pagina di un libro è come una tavolozza di un pittore. Essa riesce a trasmettere emozioni tali da 'sradicare' il lettore dalla sua quotidianità per poi 'trasportarlo' in realtà prive di spazio e tempo."

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