Trama e recensione libro “Punto e a cuore” di Riccardo Bertoldi

Citazione “Quando arrivano dalla persona giusta, i pugni nello stomaco non ti fanno chiudere gli occhi perché tu attutisca il colpo. Quei pugni, gli occhi, te li aprono.”
Punto e a cuore
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“Punto e a cuore” di Riccardo Bertoldi: un libro ispirato, passionale e intenso

Ci vuole coraggio, sempre, ma di più a conquistare le vette della propria vita, di più a raggiungere la felicità che rimanere dove non si è più. Invece di un punto e a capo, sarebbe meglio un punto e a cuore, con tutte le conseguenze che la scelta comporta… ce lo racconta Riccardo Bertoldi nel suo libro.

“Pensa ai momenti della tua vita in cui ti sentivi davvero felice… Ecco, quella è la vita che vorrei andassi a prenderti. Quello è il tuo punto e a cuore.”

Non esistono soluzioni, ma momenti, ciò che sostituisce la rassegnazione con la volontà di vivere.

“Mi sono sforzata di credere in un mondo senza di noi. Ma temo non esista.”

Ciò che Riccardo Bertoldi ci fa vivere con le sue due storie, una sorta di sliding doors, è il destino soppiantato dalle scelte. Perché quasi ogni cosa dipende da noi. Allora se si è a un bivio e le strade sono due, una che porta alla decisione razionale e una che porta alla scelta fatta col cuore, cosa succede?

“Non serve a niente pensare al per sempre se ci si dimentica degli attimi. E tu stai facendo proprio questo. Sei così preoccupata del futuro che ti stai dimenticando di vivere adesso.”

Trama libro “Punto e a cuore”

Dopo un amore di quelli folli, immensi, ineguagliabili Giulia si sente persa. La storia con Riccardo è finita, ma è davvero così? Ci sono troppi sospesi, ricordi indelebili che fanno ancora respirare, ma anche tanto in ballo. Sono trascorsi tre mesi dalla rottura e ognuno ha preso la sua strada, ma un giorno arriva un messaggio: “Mi manchi, ti va un caffè?”

Ecco l’elemento di rottura, poche parole, quelle essenziali. Così arriva il momento di decidere se darsi un’opportunità e seguire le proprie ambizioni o vivere quell’amore lasciato in un angolo a riposare, ma che continua a vibrare in un modo incredibile.

“Penso che non devi essere forte, devi essere vera. Questa è la strada della tua vita, vivila a modo tuo”.

Non è detto però che una strada escluda l’altra, si può scegliere se stessi e l’amore della propria vita, a volte è possibile. E la risposta è lì, davanti a Giulia, che deve solo guardare, ascoltarsi, viversi.

“Ciò che più di tutto ho faticato a trovare, nella vita, è stato qualcuno a cui dire cose che non avrei detto a nessun altro al mondo.”

Bertoldi nel libro “Punto e a cuore” ci racconta come andrebbe la storia di Giulia, scegliendo il cuore e poi la testa. Ma se nella parte in cui sceglie l’amore si sente davvero un sentimento divagante e intenso, nella parte in cui la ragazza sceglie di seguire la testa non c’è lo stesso coinvolgimento. Come se la vita di Giulia fosse mancante di qualcosa, anche se le sue giornate sono apparentemente felici. Per me la risposta a tutto è nel modo di raccontare dello scrittore, ma a ognuno le sue interpretazioni.

Conclusioni

Ho sentito questo leggendo il libro, forse per una mia predisposizione, o forse perché scegliere solo se stessi esclude tutto lo splendore della realtà.

Sono tante le frasi che ho sottolineato lasciandomi andare a questo romanzo. Questa è la parte trainante del libro: “Punto e a cuore è per tutte le quelle volte che hai deciso di seguire il cuore e non la legge di quel che è giusto o sbagliato. Punto e a cuore è per chi sceglie la propria felicità anche se richiede un taglio netto.” E poi: “Punto e a cuore è per chi vuole cancellare i rimpianti e fidarsi di quello che hai dentro. Punto e a cuore è sapere che non si può mettere un punto e a capo quando ci sono di mezzo i sentimenti.”

Canzone di sottofondo da ascoltare: “In cima” di Eugenio in Via Di Gioia e Francesca Michielin: “Un alfabeto intero che cade nell’acqua. I nostri pensieri attraversano fiumi, finiscono in mari diversi. Quella sorgente simile a te, pronta a scendere a valle. Tutto dipende da noi, non esiste il destino.”

Concludo con una domanda, posta dall’autore, che credo sia l’inizio di tutto, ciò da cui bisognerebbe partire: “Ma se dovessi perdere tutto domani, oggi per cosa lotteresti?”.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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