Trama e recensione libro “Questione di Costanza” e “Costanza e buoni propositi” di Alessia Gazzola

I libri di Alessia Gazzola...
Questione di Costanza
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“Questione di Costanza” e “Costanza e buoni propositi”: i due libri della nuova serie della Gazzola

“Questione di Costanza” e “Costanza e buoni propositi” sono due libri della nuova serie di Alessia Gazzola, l’amata scrittrice conosciuta per “L’allieva”.

Sono una grande fan della scrittrice che ha saputo creare un personaggio incisivo come Alice Allevi, talmente ben raccontato che è nata una serie tv di successo. Amo il modo di scrivere frizzante e veloce della Gazzola, che sa conquistare pagina dopo pagina.

Andando oltre queste premesse, però, posso dire che la serie di Costanza non mi ha convinta, ho apprezzato più “Costanza e buoni propositi” che il primo “Questione di Costanza”. La protagonista in qualche modo ricorda Alice Allevi, come lei ama il lavoro che fa ed è sempre combattuta quando deve prendere delle scelte importanti. Però le storie raccontate nella serie di Costanza sono più complesse, direi a tratti tecniche.

Ci vuole un po’ di tempo per entrare nel vivo delle vicende, e quando si riesce a trovare sinergia con la protagonista, sua figlia, la sua amica e il suo mondo, il romanzo diventa godibile. Questo sia nel primo che nel secondo libro.

Questo non è il mio modo di sconsigliarvi questi due romanzi, anzi, perché non è che si resta delusi, o non si provi piacere nel leggere la serie. La mia è solo una piccola critica che nasce dalla grande passione che ho verso la serie di Alice Allevi, che finalmente a distanza di dieci anni da “L’allieva” torna in libreria.

Appena pubblicato dalla casa editrice Longanesi, a ottobre 2021, “La ragazza del collegio” è una ventata di aria fresca e convince con la sua indagine.

Tornando a “Questione di Costanza” e “Costanza e buoni propositi” vi riporto le trame in modo che abbiate un’idea reale e non riportata da me delle vicende toccate.

Quarta di copertina “Questione di Costanza”

“Verona non è la mia città. E la paleopatologia non è il mio mestiere. Eppure, eccomi qua. Com’è potuto succedere, proprio a me? Mi chiamo Costanza Macallè e sull’aereo che mi sta portando dalla Sicilia alla città del Veneto dove già abita mia sorella, Antonietta, non viaggio da sola. Con me c’è l’essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno.

È questa la durata del contratto con l’istituto di Paleopatologia di Verona, e io – che mi sono specializzata in Anatomia patologica e tutto volevo fare tranne che dissotterrare vecchie ossa, spidocchiare antiche trecce e analizzare resti centenari – mi devo adattare, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo.

Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.”

Trama libro “Costanza e buoni propositi”

Tutto avrebbe pensato, ma non di fare la paleopatologa dopo la laurea in medicina. Non di vivere a Verona, così distante da Messina, la sua casa. E non di avere una figlia piccola a carico, la buffa Flora. Non di rintracciare il padre della suddetta figlia dopo diversi anni, di trovarlo affascinante come quando l’aveva conosciuto e di scoprirlo perfetto con Flora. E non di provare ancora qualcosa per il suddetto padre. Non di poter vantare una discreta collezione di situazioni ed esperienze imbarazzanti.

La vita di Costanza Macallè può dirsi, insomma, abbastanza travagliata. Eppure la trentenne dai capelli rossi ribelli e con il cappotto troppo leggero per l’inverno del Nord può contare su pochi ma buonissimi assi nella manica che la aiutano ad affrontare giorno dopo giorno le sfide della vita: i colleghi dell’Istituto di Paleopatologia, la sorella Antonietta, un’innata capacità di rialzarsi a ogni caduta, la consapevolezza di poter contare sulle proprie forze e l’ostinata determinazione di chi sa cavarsela anche con poco.

Perché l’importante è avere sempre buoni propositi. La nuova vita che Costanza ha appena iniziato a costruire potrebbe, però, essere sul punto di cambiare un’altra volta. Il lavoro di medico è ancora in cima alla sua lista dei desideri e Marco, il padre di Flora, è ancora in procinto di sposarsi.

Costanza dovrà quindi confrontarsi con importanti decisioni da prendere, cuori poco inclini ad ascoltare il cervello e un sito archeologico milanese che porta alla luce un incredibile mistero dal passato medievale della città. E soprattutto con la possibilità che, in fondo, quei buoni propositi siano solo illusioni.

Conclusioni personali

Sono certa che questi libri piaceranno, anzi dai commenti positivi che si leggono online, i due romanzi hanno convinto i lettori. Sicuramente le lettrici si lasceranno conquistare dalla storia d’amore che sembra avere basi incerte e appassiona mentre i due innamorati si vivono.

La scrittura di Alessia Gazzola non si distacca da quella dei suoi altri romanzi, che vi consiglio assolutamente di leggere. Non solo vi consiglio quelli della seria di Allevi, ma anche “Un tè a Chaventon House” che fa immergere in una bellissima storia ricca di mistero ambientata nelle campagne inglesi. Senza dimenticare lo splendido libro “Lena e la tempesta” un romanzo molto diverso, tormentato e appassionante.

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Recensione scritta da

Redazione - Recensione Libro.it

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