Il tempo necessario per i pensieri di Al: recensione libro

Citazione “Troppe volte ti sei incontrato con il mondo, e troppo poco, invece, ti sei incontrato con te stesso? Soltanto accettandosi nella propria imperfezione e nella propria incompletezza si può incominciare a percorrere la strada della felicità? Il tempo ci ferisce parlando di noi? Se iniziassi a seguire il tuo cuore, non sarebbe un ottimo posto per iniziare?”
La Palla
Il tempo necessario per i pensieri
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Trama, recensione e commento libro Il tempo necessario per i pensieri

Il libro Il tempo necessario per i pensieri di Al è strutturato in tre parti con i titoli: Tutto quello che è la vita, Un sogno per domani, Il Paradiso è un posto sulla terra.

Il protagonista del libro si chiama Matt, vive a San Francisco, ed è gay.
Fin dalle prime pagine del romanzo traspare la sua malinconia, quel senso di vuoto che non è dettato dalla società che lo circonda, ma da qualcosa di più profondo.

Trama libro Il tempo necessario di Al

Matt è solo ma, da circa un anno, frequenta il quartiere e i locali gay della città. Conosciuto e amato da tutti, perché oltre a essere un bel ragazzo, è anche affabile e disponibile.

Il ragazzo sembra sfuggire il contatto fisico con i suoi conoscenti perché rimpiange sempre e idealizza in continuazione il suo amore lontano: Alberto.

Vive nel passato, vive nei ricordi e di ricordi. Il presente sembra non appartenergli, gli scorre tra le mani come granelli di sabbia.

Tutto è apatia e monotonia fino a quando un incontro inaspettato cambia bruscamente il corso degli eventi. Tutta questa staticità subisce un drastico cambiamento, una scossa, grazie all’incontro con un etero: Darren.
Darren “adesca” Matt, anzi gli fa una proposta non tanto banale…

Da quest’incontro e grazie a questa proposta inizia un viaggio surreale sia per Matt, sia per Darren.
Questa realtà nuova, immaginata, sognata in cui Matt e Darren si trovano invischiati è carica di pathos e al contempo ci spinge a riflettere su come siano cangianti, nel tempo, gli stereotipi sociali e culturali.

Commento libro di Al

Al porta il lettore a riflettere su tutto ciò che l’uomo dà per scontato.
Il protagonista subisce un’evoluzione psicologica perché compiendo un viaggio dentro se stesso acquisisce una nuova consapevolezza nel presente.

Matt alla fine della storia si confronta con il proprio compagno Alberto e riconosce nella sua storia tutta la “fatica” che ha dovuto sostenere per “scoprire-(ri)trovare” se stesso e poi finalmente farsi accettare dagli altri.

Per Matt, questo all’inizio è qualcosa di scontato, banale, poi arriva a capire che molti uomini prima di lui hanno combattuto portando avanti dei grandi ideali che gli permettono, ora, di vivere nella realtà che lo circonda.
Solo uscendo dal proprio “ego” si può andare incontro agli altri, migliorando prima la propria vita e dopo l’esistenza di tutti.

Recensione libro di Pollyanna

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Recensione scritta da

Concetta Padula

Presentazione Pollyanna Una risata dirompente, la visita inattesa di un caro amico, la lettura di un buon libro. Nell’arco della giornata, c’è sempre un piccolo-grande motivo per essere felici.
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One Comment on “Il tempo necessario per i pensieri di Al: recensione libro”

  1. Che AL sapesse ben scrivere lo sapevo già dalla lettura di “Nulla fallisce”. Ma se quello era un classico esempio di Bildungroman, questa volta ci troviamo di fronte a qualcosa di più complesso, onirico e ironico allo stesso tempo. Il termine di paragone che mi è venuto in mente è “Doppio sogno” di Schnitzler o ancora meglio la sua versione cinematografica “Eyes Wide Shut” che ne esalta i lati più cupi. Ma la visione di un presente alternativo e capovolto rimanda anche a Philip Dick ( “La svastica sul sole” ). La narrazione è come un occhio che guardi attraverso la lente deformante e paradossale dell’ironia, un’ operazione che fa pensare allo stile dei viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.
    Il tutto condito con citazioni di brani pop, come usava fare il buon Tondelli. Insomma di illustri riferimenti ce ne sono a bizzeffe, a testimonianza della qualità del racconto. Buona lettura a tutti.

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