Recensione libro “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio

Citazione "Non smette di ribadire che l'ascensore è la civiltà e che la differenza fondamentale tra i civilizzati e i barbari consiste in primo luogo nella salvaguardia dell'ascensore."
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Di cosa parla “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” di Amara Lakhous

Il romanzo “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” è un racconto molto interessante sugli italiani, gli immigrati e la loro integrazione. Il romanzo di Amara Lakhous si svolge a piazza Vittorio, uno dei quartieri più multietnici di Roma.

Nell’ascensore di un condominio viene ritrovato il cadavere di Lorenzo Manfredini, detto “Il Gladiatore” un personaggio poco raccomandabile odiato da tutti i condomini.

Il fatto che il Gladiatore sia stato ritrovato nell’ascensore, da sempre al centro di diatribe furiose, porta le indagini a cercare l’assassino tra i condomini.

Gli abitanti dello stabile di piazza Vittorio compaiono uno per volta e raccontano la loro storia, incarnando archetipi assai realistici e contemporanei.

Ogni capitolo riporta l’ipotetica deposizione di un condomino che, in maniera personale e convincente, dice la sua sull’omicidio. Tutti sono assolutamente sicuri dell’innocenza del sospettato numero uno, il buon Amedeo, scomparso l’indomani dell’uccisione del Gladiatore.

Amedeo viene descritto come un vero angelo da tutte le persone del quartiere, ma il diario del ragazzo racconta una verità sepolta nei ricordi.

Amara Lakhous fa sfilare una galleria di personaggi perfettamente definiti, dalla portinaia napoletana Benedetta Esposito, all’iraniano Parvitz, passando per il professore milanese Antonio Marini e l’olandese appassionato del Neorealismo.

In “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” appaiono tutte le sfaccettature di una società frantumata in tante piccole realtà che non hanno mai trovato il modo di integrarsi. È curioso e divertente come ognuno dei protagonisti, pur dichiarandosi contro ogni forma di razzismo, sveli nel corso del suo racconto un odio per qualcuno.

L’ iraniano odia quelli che amano la pasta, la napoletana gli stranieri, la signora amante dei cani non sopporta i cinesi, il barista romano ce l’ha con i napoletani e il professore milanese odia tutti quelli del Sud, romani compresi.

Leggendo le pagine “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio” sembra di osservare un microcosmo di cui facciamo parte ma del quale riusciamo a percepire soltanto alcuni frammenti. È come se tutti i protagonisti del romanzo fossero passati per un attimo nella nostra vita, ma non siamo stati in grado di riconoscerli.

Amara Lakhous consegna un ritratto vero e neorealista di un’Italia in cui l’integrazione non è vivere tutti felici e nel rispetto altrui, ma sopportare mal volentieri la vicinanza del prossimo, da qualsiasi parte del mondo esso venga.

Un libro consigliato, da leggere assolutamente, vincitore del premio Flaiano per la narrativa e premio Reclamare – Leonardo Sciascia. Da questo libro Isotta Toso ha realizzato l’omonimo film.

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Recensione scritta da

Davide Gambardella - Recensione Libro.it

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