Kant a Reggio
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Scrittori emergenti

In questa pagina sono raccolte le recensioni di tutti i libri pubblicati da scrittori emergenti. Storie belle e meno belle che mettono in luce il talento e la fantasia di scrittori emergenti che provano a farsi strada nel mondo della letteratura. Leggendo le recensioni di libri di scrittori esordienti potrai scoprire che alcune di queste storie sono migliori di certi libri pubblicati dai grandi scrittori. Dai uno sguardo alle recensioni dei libri di scrittori emergenti e scopri tutto sui nuovi autori italiani.

Il tempo che rimane di Daniela Tozzi: recensione libro

Il tempo che rimane di Daniela Tozzi: recensione libro

Il tempo che rimane di Daniela Tozzi: recensione libro

Perché la vecchiaia è un gorgoglio di avanzi di vita che tornano a galla nella speranza di trovare un ordine terapeutico, un cambio di stagione dove gli armadi sono troppo pieni e qualcosa va buttato o, se ancora in buono stato, regalato; quei regali che però, non vorrebbe nessuno, ma che a volte si è costretti ad accettare per disperazione.

Quello senza nome di Daniele Bianco: recensione libro

Quello senza nome di Daniele Bianco: recensione libro

Quello senza nome di Daniele Bianco: recensione libro

Forse un giorno, ho pensato sorseggiando la terza birra, un giorno troverò il coraggio di premere ancora quel citofono senza nome. E Loretta mi racconterà dei cattivi mandati in Vacanza, e mi informerò sul subdolo Mois che mi ha avrebbe ghermito, e rivedrò il bel visino di Margherita e ascolterò ancora tante, tante altre storie. Un giorno, certo: ma quando? Danilo, fatti furbo: adesso ci sono cose molto più serie e importanti a cui pensare.

Donne, Donne, Donne e poco altro di Pierluigi Ambrosini: recensione libro

Donne, Donne, Donne e poco altro di Pierluigi Ambrosini: recensione libro

Donne, Donne, Donne e poco altro di Pierluigi Ambrosini: recensione libro

Alla morte si pensa, ma è sempre un accidente, almeno sino ad una certa età, che s’insinua nella casa di un altro. Chi apprende o di un amico o di un parente o di un vicino o di un conoscente devastato da un tumore, si dispiace ma dopo i doverosi sospiri, reputa necessario aggiungerci (spesso manco sottovoce) il motto per lui alquanto consolatorio: mors tua, vita mea.