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Sillabario senza condono di Giorgia Deidda: recensione libro

Cosa sarà del futuro? Cosa, di me? Cosa di tutto ciò che ho abilmente creato? Come ho potuto scappare senza guardarmi attorno… senza osservare da tutte le angolazioni?
Sillabario senza condono di Giorgia Deidda: recensione libro

Prezzo: € 10,40

Recensione silloge Sillabario senza condono di Giorgia Deidda

Sillabario senza condono dell’autrice emergente Giorgia Deidda è una raccolta di poesie che mostrano il doppio volto della vita.

Bene e male, felicità e dolore sono raccontati con maturità attraverso poesie che scavano in profondità e portano alla luce la verità dei sentimenti.

Per quanto a volte sia comprensibilmente difficile entrare nel pensiero e nelle emozioni della scrittrice, le poesie sono avvolgenti. In alcuni casi hanno la forza di un pugno che affonda nello stomaco, a volte hanno la delicatezza di una carezza data con amore.

Alcuni versi sono ermetici, è come se il lettore dovesse prima trovare la chiave giusta per aprire la serratura e guardare all’interno. Altri versi sono limpidi come l’acqua di un mare cristallino.

Nel libro Sillabario senza condono c’è una giusta ed equilibrata contrapposizione tra la luce e il buio. Sono vari gli elementi che si fondono nelle parole di Giorgia Deidda dando forma a immagini vivide, piene di dettagli da osservare con cura.

Basnewende

Commento libro di Giorgia Deidda

Come avviene per tutti i poeti che sono sinceri nella scrittura, anche Deidda usa i versi per esprimere il dolore che ha dentro, per condividerlo con chi è simile a lei o con chi sa ascoltare.

Le emozioni e le sensazioni in questo modo, per quanto siano personali e intime, diventano universali, condivisibili.

Il dolore della perdita è il sentimento che fa da traino e che permea tutte le pagine di questo libro duro, vero, di grande impatto.

“Non faccio che osservare dentro la scintilla e nelle cose che occupano uno spazio tra le fratture la gente nuova e quella perduta.”

Sembra quasi che la poetessa ci inviti a non nasconderci, a non celare i propri malesseri, ma a sviscerarli, affrontarli, raccontarli. Solo in questo modo e facendo i conti con se stessi si può trovare quello spiraglio di luce che adombra l’oscurità, relegando quest’ultima in un angolo della propria anima.

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