Zetafobia
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Recensione Libro Solo intorno al mondo

Alzai tutte le vele e mi allontanai. La barca trascinò via la sua ancora, come se fosse da sempre abituata a trainare quel peso sott’acqua, e si trascinò dietro anche una tonnellata o più di alghe strappate agli scogli dalla baia, mentre il vento soffiava vivacemente.
Recensione Libro Solo intorno al mondo

Prezzo: € 16,00

Di cosa parla Solo intorno al mondo di Joshua Slocum

Un viaggio da solo intorno al mondo, navigando sugli oceani e percorrendo più di 46 mila miglia attraverso l’Atlantico, il Pacifico e l’Indiano per ben tre anni, due mesi e due giorni.

È l’impresa incredibile che Joshua Slocum, marinaio e comandante della Nuova Scozia, ha intrapreso tra il 1895 e il 1898 e che viene raccontata nel libro Solo intorno al mondo in prima persona sotto forma di diario dettagliato del suo lungo periodo in solitudine trascorso sullo Spray, una barca a vela costruita a nuova su uno sloop che, secondo tradizione, venne utilizzato per la pesca alle ostriche circa cento anni prima sulle coste del Delaware.

Ricostruendolo legno dopo legno, costola dopo costola, tavola dopo tavola, Slocum ha creato una barca lunga oltre undici metri per quattro metri e mezzo di larghezza, un metro e venti di altezza sotto coperta, per un totale di nove tonnellate di stazza netta, in grado di attraversare mari in burrasca, onde portentose, venti potenti e tante, tantissime miglia di navigazione.

Levata l’ancora a Boston il 24 aprile 1895, Slocum inizia la sua traversata dell’Atlantico dirigendosi da subito verso il Mediterraneo e facendo la prima sosta sulle isole Azzorre dopo quasi tre mesi di navigazione. Quando arrivai alle Azzorre – cita nel libro – era la stagione della frutta e presto a bordo ce ne fu di ogni qualità da non sapere cosa farne. Gli abitanti delle isole sono i più generosi al mondo. Non trovai mai gente più generosa di loro.

Lasciate le Azzorre si dirige a Gibilterra, dove sbarca in Marocco e poi giù verso le Canarie, Capo Verde e le coste brasiliane, raggiunte queste ultime dopo circa quaranta giorni di navigazione da Gibilterra. Le coste sudamericane si rivelano accoglienti e ricche di entusiasmo e Slocum non si lascia sfuggire l’occasione di trascorrere intere giornate in Brasile, Uruguay e Argentina, per raggiungere finalmente le tempestose e gelide acque di Capo Horn.

“Il vento tempestoso soffiava da nord est trascinando una spuma fioccosa e bianca lungo la costa. Dalle rocce sommerse si spingevano in superficie lunghi fasci di alghe struscianti sotto la chiglia, e i resti di un grande vapore naufragato nella baia completavano il sinistro aspetto della scena.”

Dopo aver superato la prova di uscire indenne dal peggiore dei mari del mondo, lo Spray lascia il Sud America per dirigersi nelle acque “pacifiche” che lo conducono all’Isola di Juan Fernandez, dove un certo Alexander Selkirk, pirata scozzese, visse naufragato per quattro anni all’inizio del Settecento e la cui vicenda ispirò a Daniel Defoe il personaggio di Robinson Crusoe.

“Montagne coperte di boschi, valli fertili e, sul fondo delle gole, torrenti di acqua pura.”

Dopo aver goduto di molte cose, come lo stesso Slocum scrive sul suo diario di viaggio Solo intorno al mondo, lo Spray lascia l’isola di Juan Fernandez per le isole Marchesi, e poi Samoa, Nuova Caledonia e Australia con arrivo a Newcastle nell’ottobre 1896. Da qui raggiunge Sidney, Melbourne e la Tasmania, in attesa di una stagione di venti favorevoli per attraversare lo Stretto di Torres passando per la Grande Barriera Corallina.

Un evento particolare ricorda Slocum durante la sua tappa a Melbourne: la “pioggia di sangue”, eccezionale tempesta di polvere che cade come fango, a causa della pioggia, colorando tutto di uno strano colore rosso, fenomeno non raro nemmeno sulle coste africane, che si estendono a una certa distanza dalle coste raggiungendo la rotta delle navi, e che ai navigatori più superstiziosi ricordano appunto il sangue.

Dopo essere riuscito nella traversata dello Stretto di Torres e aver ammirato le meravigliose acque del reef australiano, Slocum lascia il Pacifico per l’Indiano dove raggiunge l’isola di Christmas, le Keeling e Cocos, e poi Rodiguez, Mauritius e infine l’Africa, con una calorosa accoglienza a Durban. Trascorsi tre mesi a Città del Capo e dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza, lo Spray percorre l’ultimo tratto del viaggio ritornando in acque atlantiche, facendo tappa nell’isola esilio di Napoleone, nelle isole caraibiche e gettando l’ancora a Newport il 27 giugno 1898, dopo quarantasei mila miglia intorno al mondo e aver superato ancora una volta indenne un mare in tempesta al largo di New York.

“Ma la mia piccola barca ancora tiene testa ai venti urlanti e al mare in tempesta.”

Nel 1909, all’età di sessantacinque anni, Slocum riparte con lo Spray diretto verso le Indie Occidentali, ma il viaggio non si rivela fortunato come il primo, infatti né lui né la sua barca vennero mai più ritrovati.

Libro da leggere, consigliato a tutti gli amanti dei viaggi e delle avventure.

Recensione scritta da Margherita Acs

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