Recensione Libro Spine dell’anima

Mi manca/la dolcezza delle tue labbra/che accarezzano le mie/come candidi fi ori di ciliegio/in una fresca notte stellata./Mi manca il tuo odore/a cui sono devoto,/che sembra prendere forma/in questa eterna lotta dell’ego.
Quattro
Recensione Libro Spine dell’anima

Prezzo: € 12,00

Di cosa parla Spine dell’anima di Andrea Salerno

Si spera in un futuro migliore quando si leggono poesie come quelle contenute nel libro Spine dell’anima di Andrea Salerno. Un giovane scrittore che invece di perdersi dietro la frenesia del nostro tempo, si ferma a riflettere sulla vita e dà forma ai suoi pensieri attraverso le poesie.

Salerno con questa silloge, pubblicata nel 2017 dalla casa editrice Kimerik, comunica con se stesso e poi con il mondo, parla di dolori e delusioni, ma anche di fughe e ritorni.

Le spine dell’anima di cui racconta il poeta sono quelle che si insinuano prima sotto pelle con il suo pungere fastidioso e poi sedimentano nello spirito provocando un dolore che pare insopportabile. Con queste spine bisogna imparare a conviverci e spingono l’essere umano a fare i conti con l’esistenza.

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Andrea Salerno parte sempre dai sentimenti in questa sua analisi della vita e fa provare al lettore emozioni di ogni genere, dalla rabbia, all’amore, dallo stato difficile di convivenza con se stessi alla passione per il proprio tempo.

Ciò che colpisce maggiormente di Spine dell’anima è il punto di vista interiore del ragazzo, un giovane che mostra una maturità fuori dal comune, che riesce a lasciarsi attraversare fino in fondo dalle emozioni. Un ragazzo che sa utilizzare il proprio stato d’animo per coinvolgere, forse inconsapevolmente, il lettore.

Le poesie sono semplici e disarmanti, mirano al cuore del sentimento provato e rimandano con parole dirette sensazioni travolgenti.

“…è lì che mi ritroverai
gelido e silenzioso
nei miei occhi bui
mentre odi all’orizzonte
il subbuglio silenzioso
dei miei dolori
che lacerano la mia anima
come il gracchiare acuto
dei corvi all’imbrunire.”

Andrea Salerno è l’esempio lampante di come le poesie non debbano essere per forza colte e ricercate linguisticamente per fare centro, bastano i buoni sentimenti, quelli puri, seppur dolorosi, come nel suo caso.

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