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Sotto cieli noncuranti di Benedetta Cibrario: recensione libro

Trama Una bambina cerca di capire il mondo degli adulti e sente di doversi prendere cura del padre in seguito alla morte della madre "Sotto i cieli noncuranti".
Sotto cieli noncuranti di Benedetta Cibrario: recensione libro

Prezzo: € 8,50

Trama romanzo e recensione libro Sotto cieli noncuranti di Benedetta Cibrario

Matilde, protagonista del libro Sotto cieli noncuranti di Benedetta Cibrario, è una bambina di dodici anni che utilizza i suoi rituali e i suoi giochi di fantasia per riuscire a gestire la realtà, per dare un ordine a tutto ciò che sembra non averlo.

A Torino cade la neve e ci sono ombre nascoste. Qualche giorno prima che arrivi il Natale, Giovanni Corrias, suo padre, che fa il magistrato, viene chiamato per scoprire le cause della morte di un bambino.

Mentre inizia la sua indagine la moglie viene investita. Resta poco da fare all’uomo e per cercare un modo che lo distragga dal dolore, utilizza tutto il suo tempo buttandosi nel lavoro.
Ad aiutarlo nello svolgimento dell’indagine, c’è Vionaine, una poliziotta con la laurea in psicologia.

Nel frattempo Matilde osserva quello che le accade intorno. Cerca di comprendere il mondo degli adulti, tanto diverso dal suo animato di personaggi fantastici e storie inventate. Capisce quanto sia fragile l’esistenza umana. Cerca un modo per riuscire a prendersi cura del padre, convinta che sia lei a dover sanare le ferite e mettere insieme i cocci.

In questo ultimo romanzo Sotto cieli noncuranti di Benedetta Cibrario, all’oscurità si contrappone la luce, fortunatamente, e il cerchio si ricongiunge.

Basnewende

Quarta di copertina libro di Benedetta Cibrario

Matilde ha dodici anni. Non sopporta i guanti spaiati e compie piccoli, bizzarri rituali per addomesticare la realtà, per darle un ordine. È un dicembre torinese, pieno di neve e di ombre. Pochi giorni prima di Natale, il padre di Matilde, il magistrato Giovanni Corrias, è chiamato a indagare sul caso di un bambino morto in circostanze misteriose. Mentre avvia i primi accertamenti e formula le prime ipotesi, sua moglie viene investita da un’auto, ed è come se la sorte disegnasse una sua geometrica contemporaneità.

Al colpo durissimo il magistrato risponde facendo leva sul senso del dovere e della professione, aggrappandosi alle indagini in corso. Violaine, una giovane poliziotta laureata in psicologia, lo aiuta a ricostruire la sequenza dei fatti. Matilde, intanto, osserva gli adulti e il loro dibattersi alle prese con la fragilità dell’esistenza. Con ostinata tenerezza si domanda in che maniera curare il dolore del padre e delle sorelle, nella convinzione che spetti a lei tentare di aggiustare quello che si è improvvisamente rotto, e alla geometria oscura della morte se ne sovrappone un’altra, luminosa e impalpabile.

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